Margiela l’anonima celebrata in due grandi istituzioni della moda parigina: Galliera e la MAD

© Ralph Mecke, Hermès, Automne-Hiver 2001-2002

© Ralph Mecke, Hermès, Automne-Hiver 2001-2002

Marina Faust, Maison Martin Margiela, Automne Hiver 1997-1998

Marina Faust, Maison Martin Margiela, Automne Hiver 2000-2001

Marina Faust, Maison Martin Margiela, Automne Hiver 1991-1992

Marina Faust, Maison Martin Margiela, Automne Hiver 1991-1992

© Anders Edström. Automne-Hiver 1996-1997

© Etienne Tordoir. Maison Martin Margiela, Printemps-été 2009

© Stany Dederen. Maison Martin Margiela, Printemps-été 1999-2000

© Stany Dederen. Hermès, Printemps-été

© Stany Dederen. Maison Martin Margiela, Printemps-été 1999-2000

© Stany Dederen. Hermès, Printemps-été

© Stany Dederen. Hermès, Printemps-été

Trulli
© Ralph Mecke, Hermès, Automne-Hiver 2001-2002
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© Ralph Mecke, Hermès, Automne-Hiver 2001-2002
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Marina Faust, Maison Martin Margiela, Automne Hiver 1997-1998
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Marina Faust, Maison Martin Margiela, Automne Hiver 2000-2001
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Marina Faust, Maison Martin Margiela, Automne Hiver 1991-1992
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Marina Faust, Maison Martin Margiela, Automne Hiver 1991-1992
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© Anders Edström. Automne-Hiver 1996-1997
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© Etienne Tordoir. Maison Martin Margiela, Printemps-été 2009
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© Stany Dederen. Maison Martin Margiela, Printemps-été 1999-2000
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© Stany Dederen. Hermès, Printemps-été
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© Stany Dederen. Maison Martin Margiela, Printemps-été 1999-2000
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© Stany Dederen. Hermès, Printemps-été
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© Stany Dederen. Hermès, Printemps-été

Dietro le quinte, la nudità come colore in sé, l’arte del dirottamento e della citazione storica, il trompe l’oeil, il oversize, il bianco Meudon come firma, Martin Margiela (nato a Lovanio nel 1957) rimane un enigma per molti versi. Il Palais Galliera propone una retrospettiva della sua intera carriera (1989-2009), mentre il Museo delle Arti Decorative presenta la mostra del MoMu, museo della moda di Anversa, sugli anni della sua collaborazione con Hermès (1997-2003). Due approcci serviti da scenografie diverse ma complementari per cercare di sfatare il mito.

Laureato all’Accademia di Belle Arti di Anversa, arriva a Parigi e diventa assistente di Jean-Paul Gaultier prima di aprire rapidamente la sua casa. Luoghi sotterranei e improbabili per sfilate di moda (cimitero di Montmartre, stazione della metropolitana, squat, Salvation Army…), stivali lunari, “tabis” ispirati al Giappone, discrezione fino alla fine delle etichette, rifiuto del sistema, riciclo permanente e approccio molto concettuale alla silhouette, come se la lezione dell’accademia dei maestri fiamminghi incontrasse il bisturi di un artista plastico dello schizzo e della decostruzione del XXI secolo.

Per questo motivo il Palazzo Galliera adotta una scenografia in stato di costruzione con un’estetica taggata e di transizione. Circa 10 collezioni manifeste e circa 130 silhouette, la Stockman e altre imperdibili collezioni (il piumino, la carne del corpo, il bolduc bianco, la giacca parrucca, il cono trench-coat….),”fan rooms” contraddistingue questo caotico percorso, disegnato dalla serie of”Happy Victims” del fotografo giapponese Kyoishi Tsuzuki.
From destroy, punk, to minimalist, the creator goes even to use negative photographs of clothes that he then prints on fluid surfaces, practicing sampling, the fragmgment before the hour.

Un’estetica del dissimile, dell’incompiuto, dell’imperfetto che può scioccare a prima vista e implica avere una forte personalità per osare tali silhouette all’epoca mentre ora i giovani giurano solo per i jeans sciolti o per le oversize della costruzione.

I vestiti che si trovano nelle pulci, i rifiuti della nostra società consumistica, il volgare, il dissonante, tante nozioni che impone al nostro sguardo.

Il Museo delle Arti Decorative, ora MAD riesce la sfida intelligente per rendere il dialogo le collezioni create su richiesta di Jean-Louis Dumas presidente e direttore artistico della Hermes House dal 1997, con le proprie creazioni del suo marchio. La scenografia gioca sui due colori emblematici arancione per Hermes, bianco (e sfumature) per Margiela in una scacchiera asimmetrica da 12 collezioni consecutive e più di 100 silhouette. L’aspetto volutamente grezzo e nudo delle pareti dà una sensazione di freddo che qui funziona meno bene, nonostante i video di ex modelle che hanno sfilato per lui,”the gestures.”Ciò che sembra piuttosto paradossale è il coinvolgimento del designer in questo progetto parigino di Hermès, mentre si è già ritirato dal mondo della moda e non compare quasi mai nei media, come curatrice della mostra, Marie Sophie Carron de la Carrière, curatrice del museo. Se la purezza è una virtù che anche Hermès House condivide, la scelta di questo creatore iconoclasta crea una sorpresa, soprattutto perché impone rapidamente il monocromo lontano dai codici delle stampe emblematiche di saddler.

Ma il senso dei materiali, la ricerca della perfezione, il gusto per il dettaglio operano intorno a motivi che egli duplica da una casa all’altra con storie singolari.

Come un atto di equilibrio che solo lui ha il segreto di.

Due lati della stessa domanda, due mondi e sempre lo stesso aspetto, radicale e sovversivo, decisamente senza tempo.

INFORMAZIONE PRATICA:
“Margiela Stagione 2018 a Parigi”
– Martin Margiela
Fino al 15 luglio 2018
Palazzo Galliera
10 avenue Pierre Ier de Serbie, 10 avenue Pierre Ier de Serbie
75116 Parigi
http://palaisgalliera.paris.fr
Catalogo Martin Margiela, Collezioni Femme 1989-2009, Edizioni Musei di Parigi, 160 pagine, 35€.
– Margiela, gli anni di Hermes
fino al 2 settembre 2018
MAD
107 rue de Rivoli
75001 Parigi
http://madparis.fr
Margiela les années Catalogo Hermès, edizioni Actes Sud, 280 pagine, 52€.

Marie-Elisabeth de La Fresnaye

Dopo la formazione in letteratura e storia dell’arte, Marie de la Fresnaye entra nel mercato dell’arte di Drouot e si lancia in eventi. Parallelamente ad alcuni anni di attività nel ca...

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