Alain Clément: 6 anni di creazione esposti al CAC de Châteauvert

Acier peint, 2015, 97 x 64 x 35 cm © Atelier AC

17M7P, 2017, Huile sur toile, 100 x 81 cm © Atelier AC

16FAS , 2016, Acier peint, 48 x 44 x 20 cm © Pierre Schwartz

Trulli
Acier peint, 2015, 97 x 64 x 35 cm © Atelier AC
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17M7P, 2017, Huile sur toile, 100 x 81 cm © Atelier AC
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16FAS , 2016, Acier peint, 48 x 44 x 20 cm © Pierre Schwartz

Curve sensuali e colori espressivi sono due caratteristiche dell’opera dell’artista Alain Clément. Nato a Neuilly/Seine nel 1941, contemporaneo e amico degli artisti del movimento Supports/Surfaces, Alain Clément vive e lavora a Nîmes, Parigi e Berlino, e dopo un periodo formalista negli anni Settanta, negli anni Ottanta sviluppa una pittura coloratissima fatta di semplici gesti fino a saturare lo spazio della pittura. Poi il suo lavoro spinge ancora oltre il campo espressivo della pittura, declinandolo anche nel campo della scultura, purificando il vocabolario plastico per andare verso l’essenziale, l’essenza stessa di una pratica animata, strutturata, lineare e plurivocale. Il Centre d’Art Contemporain de Châteauvert espone fino al 25 novembre dipinti, sculture e incisioni dell’artista negli ultimi sei anni;“Alain Clément 2012 – 2018”sottolinea così il suo meticoloso lavoro sulla costituzione di uno spazio basato su forme astratte e su una ricca tavolozza di colori.

Le sue linee che evocano odalische impregnano la tela di una sensualità ambigua. Gli arabeschi eleganti sono un’altra delle singolarità dell’opera di Alain Clément, che egli associa ad un colore chiaro, con contrasti efficaci che esaltano tutta la forza e la potenza cromatica. Questa duplice eredità fauvista ed espressionista si riflette in pratiche felici dove l’arte apre la strada ad un universo felice e sostanziale…..” È la pittura che mi dice cosa fare. La forma-colore è a volte richiesto nelle gamme di colori insoliti. Devo giocare con queste apparenze sorprendenti, rallentare il processo per calmare i disaccordi e trovare una linea melodica nella loro dissonanza. Rallentare sempre, lavorare con un piccolo pennello, domare i colori, farli concertante” racconta l’artista in questi scambi con Gilles Altiéri, curatore della mostra. L’opera di Alain Clément si basa quindi sugli stretti rapporti che egli intreccia in continuo avanti e indietro tra pittura e scultura, rapporti arricchiti dalla pratica dell’incisione, a cui presta sempre particolare attenzione, creando così una completa osmosi tra queste diverse discipline.

Il pubblico del Var aveva già scoperto parte del suo lavoro da2012in una mostra monografica presso il“Hôtel Départemental des Arts de Toulon. Quello proposto dallaCAC de Châteauvertcontinua a dimostrare il suo senso di rigore e leggerezza nella ricerca fondamentale essenziale, una parte sensibile e astratta che si rivela nel dialogo tra pittura e scultura. Dal rilievo al volume, la scultura emana linee sinuose, corpi confinati che cercano di fuggire dalla tela: “La mia scultura è nata così dai dipinti. Questa dimensione grafica – nastri, onde, serpentine, trame – decora lo spazio, bidimensionale o tridimensionale, lo formalizza, lo sfrutta, lo riempie, lo amplifica e lo valorizza. Il potere polisemico dei colori e delle forme inonda il campo creativo diAlain Clémentpenetrando l’abisso concettuale per una pura quintessenza.

Fino al 25 novembre 2018

Alain Clément, 2012-2018

Centro d’Arte Contemporain de Châteauvert

Chemin de la Réparade

83670 Châteauvert

Marlène Pegliasco

Laureata in Storia dell’Arte e residente a Tolone, ho creato il blog Art In Var (www.artinvar.fr) per condividere con i miei lettori le ricche notizie artistiche di questo bellissimo dipartim...

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