Un disegno….. curve. Henri Laurens scultore ma anche disegnatore

Henri Laurens, L'Odyssée, gravure en noir et blanc, 1952

Henri Laurens, Tête de Femme, 1917, Hélène Bailly Gallery, Paris© Adagp, Paris, 2017

henri Laurens, Nu à l'éventail, 1926, gouache sur carton

Trulli
Henri Laurens, L'Odyssée, gravure en noir et blanc, 1952
Trulli
Henri Laurens, Tête de Femme, 1917, Hélène Bailly Gallery, Paris© Adagp, Paris, 2017
Trulli
henri Laurens, Nu à l'éventail, 1926, gouache sur carton

“I disegni di Henri Laurens non sono schizzi o studi per le sue sculture, hanno il loro fine in se stessi [….] e sono un insieme di curve complesse di sorprendente flessibilità di linee” Il poeta René Char aveva percepito la linea libera e flessibile dei disegni di uno scultore pieni di una ricerca formale di volume

Nato a Parigi nel 1885, Henri Laurens è uno scultore, pittore e disegnatore. Ha iniziato la sua carriera come apprendista scultore con un architetto d’interni e poi ha imparato a scolpire e modellare la pietra. In 1899, studia il design e l’influenza di Rodin si manifesta attraverso l’elaborazione dei suoi volumi. Ma innegabilmente, è il gruppo di cubisti e la presenza di un gruppo di cubisti Pablo Picasso, Juan Gris e soprattutto Georges Braque con cui ha stretto una lunga e sincera amicizia, che ha lasciato il segno.

Allori disegna mentre scolpisce. Si rivolge ad una vera modernità, si libera da un accademismo del passato e sperimenta ritmo, spazio, curve e forma. Utilizzando molte tecniche – acquerello, grafite, carta incollata – la carta diventa il ricettacolo di una linea a volte ondulata e a volte diritta. Le carte ritagliate permettono di comporre con forme geometriche sovrapposte che danno vita ad un volto, un corpo, un modello. Le tinte piatte modellano le composizioni alla costruzione operativa e rilevante. Alcuni disegni preparatori condensano il movimento generale della figura, prefigurando la scultura a venire. Le superfici piane piuttosto massicce nascondono il suo senso formale dell’estetica. Altri disegni danno libero sfogo ad una linea audace, che percorre lo spazio e definisce i volumi con curve, virgole e loop.

 

A partire dal 1940s e fino alla fine della sua vita in 1954, il suo disegno è dotato di essenze ellenistiche. La rilettura dei grandi racconti originali e mitologici della Grecia antica alimenta il suo rapporto con il disegno. Per Gli idilli di Teocritoillustrato in 1945si rende conto 38 xilografieLa linea bianca della carta delimita ogni forma classica. Per l’Odissea di Omero, usa semplicemente l’opposizione del bianco e nero per lavorare su un disegno semplice e puro, il cui stile grafico ricorda innegabilmente quello di Jean Cocteau. Ha illustrato molte altre opere, come ad esempio Il pellicano raymond Radiguet o Dialoghi (Tériade 1951) di Lucien de Samosate.

 

I disegni diHenri Laurens sono un aspetto poco conosciuto del suo lavoro. E’ difficile indovinare che sotto la massività dei bronzi si trova una linea gioiosa e ondulata e zone piatte e colorate che portano una vita vitale.

 

Marlène Pegliasco

Laureata in Storia dell’Arte e residente a Tolone, ho creato il blog Art In Var (www.artinvar.fr) per condividere con i miei lettori le ricche notizie artistiche di questo bellissimo dipartim...

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