Un disegno….. Una linea, incontrare Araks Sahakyan

it's funny your body (detail)

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Trulli
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Sembra uscito da un film di Aladdin, un racconto di mille e una notte, questo tappeto volante dai colori scintillanti ci invita alla fuga. Tuttavia, intorno a questo lavoro, un assemblaggio di fogli sciolti: 121 carte spiegate che formano un tappeto e che sono conservati, saggiamente, in una scatola. Questa spettacolare opera è firmata da Araks Sahakyan, uno studente dellaEcole Nationale Supérieure d’Arts de Paris Cergy e ha appena ricevuto il premio Premio BIC® per l’ENSAPC. Il Premio BIC® per la creazione contemporanea per l’ENSAPC mira a incoraggiare la creazione di nuove forme artistiche mettendo in evidenza gli artisti emergenti, tutti studenti dell’ENSAPC. Dopo Thibault Grougi (2016) e Jisoo Yoo (2017), Araks Sahakyan ha vinto questo premio che promuove la sua giovane carriera.

 

 

Marlene Pegliasco Araks Sahakyan, ti presenti in poche parole?

Araks Sahakyan: “Per molto tempo, sono andato a letto presto. A volte, non appena la mia candela si spegneva, i miei occhi si chiudevano così velocemente che non avevo il tempo di dirmi: “Mi sto addormentando”. “[…..] E’ molto difficile presentarsi in poche parole. Artista? Immigrante? Traduttore? Lavori part-time? “Tutte le lingue che conosci, tutte le persone che sei. “ha detto William Saroyan. Parlo diverse lingue.

M.P.: Tu fai principalmente video. Perché questa installazione intorno al disegno? Cosa significa?

Araks Sahakyan: Ho un’attrazione per l’installazione, per lavorare con i miei lavori nello spazio, sia con video, disegno o scultura, ecc. Infatti, sono un artista senza tecnica, o in altre parole, un artista che usa le tecniche per agire, ma non per identificarsi con una tecnica concreta. Non sono un pittore, uno scultore o un video artista, sono ciò che il progetto richiede. In ogni caso, Paper Carpet ha anche una relazione con l’imaging digitale. Si tratta di un collage digitale composto da 8 tappeti armeni (tra cui il particolarissimo “tappeto drago”), con foto di famiglia, simboli e segni del nostro tempo e della storia dell’arte, come il ritratto anonimo dell’Egitto romano o di una Menina de Velázquez, una natura morta, granate, due aerei che si baciano, la montagna biblica Ararat, bandiere inesistenti, oltre a frasi e slogan originali. Sono 121 fogli sciolti, stampati e colorati a mano con pennarelli e pennarelli BIC®. Tutte le foglie sono raccolte in una scatola di pelle con una doratura a libro. Ho realizzato carte marmorizzate con inchiostro di china BIC® e la penna a sfera BIC® oro per l’interno della scatola. Dopo l’ideazione dell’idea, il montaggio digitale e la stampa dei fogli, è stato un lavoro lungo e lineare, quasi una meditazione.

Concettualmente, Paper Carpet è un’opera in cui microstorie (storie ed esperienze personali) si fondono con la macrostoria (la grande storia dei popoli) qui rappresentata dai tappeti armeni. Il tappeto, spesso anonimo, è composto da motivi appartenenti ad una cultura popolare, ma anche ufficiale e centenario (penso al melograno o al monte Ararat come simboli dell’Armenia), che accoglie nuove variazioni proprie del nostro tempo, proprie della mescolanza di culture, dello spostamento o del consumismo.

M.P.: Qual è il tuo rapporto con il disegno nella tua creazione?

Araks Sahakyan: Non disegno nel senso classico della parola, il disegno per me è una tecnica e non un mezzo di espressione inteso come necessità e principio imprescindibile per l’esercizio della mia professione. Per me, il disegno è più che un mezzo di espressione, è una tecnica da problematizzare; ora, ad esempio, mi chiedo quali siano i limiti del disegno, dove inizia e finisce, possiamo disegnare senza disegnare?
Ho anche un rapporto molto forte con la scrittura e la calligrafia, che è anche disegno; il video è un modo di disegnare, perché attraverso di esso lavoriamo con le stesse variabili: composizione, gesto, contrasto, movimento….. L’installazione, tuttavia, è lo spazio dove tutto converge.

M.P.: Parlaci dell’installazione “E’ buffo il tuo corpo….”

Araks Sahakyan: Ho fatto questa installazione durante il mio soggiorno a Central Saint Martins, dopo aver appreso la tecnica di stampa serigrafica. Mi interessava da tempo la sfilata dei corpi nei media e anche l’uso di foto d’archivio di guerre o genocidi in documentari o reportage. D’altra parte, mi interrogo su un certo godimento nello spettatore, come uno spazio pornografico normalizzato, e sullo sfruttamento delle immagini di altri al riparo da una presunta arte militante, denunciante o sovversiva. Possiamo riassumere la storia in un’unica immagine? E in una frase? La tecnica di stampa serigrafica permette di produrre la stessa immagine (disegno, foto….) in grandi quantità in breve tempo. Sì, è piuttosto perverso.

La questione della macrostoria e della microstoria è presente anche in Paper Carpet. Una macro storia fatta di racconti. La grande storia globale costruita da storie personali. Chi determina se qualcosa è successo nella storia e come? In una società frammentata e isolata, dobbiamo sempre più convincere gli individui (anche se con grande vergogna) di un fatto storico e difenderlo davanti ai tribunali. E’ cosi’ che stanno le cose. E’ complesso.
Anche i traduttori non sono neutrali. E la responsabilità della morte o della scomparsa dei corpi risiede in mani sconosciute. E poi, sì, tutto diventa pericoloso, anche l’uso di immagini, una frase o una parola. Ma la serigrafia permette di pervertire, non è una fotocopia. Per quanto riguarda la legittimità dell’uso delle immagini d’archivio, l’uso dell’ironia, dell’umore, ecc. con la storia genocida e la guerra, non spetta a noi artisti limitarci, ma a chi esercita un potere atroce contro gli altri. Per decenni lo Stato turco ha preso in giro le vittime del genocidio contro gli armeni. Può sembrare che io sia stato duro nel trattamento dei corpi delle persone, della dignità e dell’esistenza, ma in It’s so funny your body” ho agito come traduttore. È un incrocio tra l’archivio e lo slogan, tra storia e cultura di massa.

Ritratto di disegnatrice

Se tu fossi un disegno: Disegni rupestri da Nerja (Malaga)
La tua tecnica preferita: la pittura encaustosa
Il supporto più insolito: l’aria, il mare…..
“Disegnare è come…..”: Combattere….. e perdere sempre…. e combattere di nuovo.

Marlène Pegliasco

Laureata in Storia dell’Arte e residente a Tolone, ho creato il blog Art In Var (www.artinvar.fr) per condividere con i miei lettori le ricche notizie artistiche di questo bellissimo dipartim...

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