Peter Kim espone alla galleria Imane Farès

Peter Kim, Sea of Humanity

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Trulli
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#PARIS Per la sua prima mostra personale a Parigi “SEA OF HUMANITY”, Peter Kim presenta un ampio campione della sua pratica artistica con dipinti, numerosi schizzi che disegna ogni giorno, sculture o addirittura in video e ci offre la possibilità di navigare tra sogno e realtà.

Fu a Marsiglia, porto sul Mediterraneo e città di migrazione, che nacque la sua prima rivelazione, la visione infernale dei popoli in fuga. La preponderanza del mare, delle persone che lo attraversano e vi viaggiano. Lasciando il suo insegnamento accademico in Corea, la pittura di Peter Kim diventa più astratta, ma soprattutto seriale. Peter Kim dipinge non solo le persone ma anche lo scorrere del tempo, il passaggio tra due spazi, il passaggio come allegoria.

Nell’opera di Kim, l’acqua è un simbolo importante: come vettore di passaggio, come elemento di libertà, nulla la ferma, come simbolo di vita e di fraternità, l’ottanta per cento dell’acqua costituisce l’uomo. È un simbolo di uguaglianza come risorsa essenziale per la sopravvivenza dell’umanità. Rappresenta l’armonia tra natura e umanità. Nonostante la sua idealizzazione, l’acqua è comunque oggetto di disgrazia, può essere liberata, spazzare via tutto. Acque tranquille si mescolano ad acque minacciose sulle quali gli uomini navigano immobili, riempiendo l’intero spazio della galleria Imane Farès.

Ciò che ci colpisce immediatamente è la parzialità grafica; l’uomo appare simile all’onda, l’acqua e l’uomo si fondono, l’acqua permette di fare il collegamento tra diversi universi cancellando limiti e punti di riferimento. Le forme umane che appaiono nude, si fondono tutte insieme. E’ un passaggio che viene rappresentato? E’ lo sbarco di rifugiati o migranti? E’ una scena di pesca e raccolta di alghe sulla terraferma? E’ un rituale, un battesimo, una purificazione…..? Simboli di cibi terrestri o spirituali.

C’è una linea sottile tra tranquillità e tragedia. I migranti il cui viaggio è forzato e volontario, intriso di sogni di libertà e tranquillità, sognato e certamente anche temuto, devono toccarci e sfidarci, toccarci nella nostra condizione di cittadini.

La mostra presenta anche una serie di sculture. Combinando contenitori, contenitori assemblati e coperti da una fascia, come se fossero fasciati, assumono improvvisamente l’aspetto di sculture astratte La ciotola è iper rappresentata in tutta la mostra. Ma e’ una ciotola? Non solo quello. Peter Kim dà un significato più profondo alle sue ciotole:”La ciotola permette a tutti di riflettere su se stessi”.L’artista è anche scrittore, il suo libro, “My Fight”, denuncia la tecnicità del mondo distruggendo gli esseri umani. La società moderna è il mondo dell’individuo per se stesso, non ci sono più relazioni tra le persone. L’artista ci porta nel suo mondo dove il sogno è permanente

La mostra prosegue con una serie di disegni. Lavora essenzialmente sulla linea e sul punto in modo ripetitivo, senza puntare all’efficacia della prima percezione. Al contrario, tende a rivelare ciò che il tempo, i ricordi, la memoria e la contemplazione possono offrire. Nei dipinti presentati in mostra, le linee si intrecciano a formare una massa densa, dando vita ad un contenitore che sembra fluttuare in mezzo al nulla Nel seminterrato della galleria, un filmato a forma di trittico ricorda molto il lavoro dell’artista turco Ali Kazma.

Peter Kim aspira a creare un’estetica più discreta di quella che l’acqua purificherebbe e che riflette il desiderio dell’artista di navigare tra due culture antagoniste con un’opera che naviga costantemente tra sogno e realtà.

 

Mare dell’Umanità,Peter Kim

Fino al 16 febbraio

Galleria Imane Farès

41 Mazarine Street

75006 Parigi

 

Patrice Huchet

Appassionato fin da bambino di tutte le forme di espressione artistica, ha iniziato la sua carriera nel mondo del turismo dove ha praticato la fotografia di viaggio. In seguito è entrato in unR...

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