“Moods in a room”, fotografie di Catherine Balet

Moods in a Room 01©Catherine Balet/Courtesy Galerie Thierry Bigaignon

Moods in a Room 08©Catherine Balet/Courtesy Galerie Thierry Bigaignon

Moods in a Room 14©Catherine Balet/Courtesy Galerie Thierry Bigaignon

Moods in a Room 15©Catherine Balet/Courtesy Galerie Thierry Bigaignon

Moods in a Room 21©Catherine Balet/Courtesy Galerie Thierry Bigaignon

Moods in a Room 22©Catherine Balet/Courtesy Galerie Thierry Bigaignon

Moods in a Room 24©Catherine Balet/Courtesy Galerie Thierry Bigaignon

Moods in a Room 32©Catherine Balet/Courtesy Galerie Thierry Bigaignon

Moods in a Room 34©Catherine Balet/Courtesy Galerie Thierry Bigaignon

Moods in a Room 36©Catherine Balet/Courtesy Galerie Thierry Bigaignon

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Moods in a Room 01©Catherine Balet/Courtesy Galerie Thierry Bigaignon
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Moods in a Room 08©Catherine Balet/Courtesy Galerie Thierry Bigaignon
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Moods in a Room 14©Catherine Balet/Courtesy Galerie Thierry Bigaignon
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Moods in a Room 15©Catherine Balet/Courtesy Galerie Thierry Bigaignon
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Moods in a Room 21©Catherine Balet/Courtesy Galerie Thierry Bigaignon
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Moods in a Room 22©Catherine Balet/Courtesy Galerie Thierry Bigaignon
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Moods in a Room 24©Catherine Balet/Courtesy Galerie Thierry Bigaignon
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Moods in a Room 32©Catherine Balet/Courtesy Galerie Thierry Bigaignon
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Moods in a Room 34©Catherine Balet/Courtesy Galerie Thierry Bigaignon
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Moods in a Room 36©Catherine Balet/Courtesy Galerie Thierry Bigaignon

#PARIS Catherine Balet dà colore alla galleria Thierry Bigaignon e spinge i confini della creazione fotografica con la mostra “Moods in a room”.

Dopo averci sorpreso e divertito con la sua ultima serie “Looking for the Masters in Ricardo’s Golden Shoes” in cui Catherine Balet ha rivisitato le grandi icone della storia della fotografia. Ha fotografato, non senza umorismo, Ricardo Martinez Paz, un dandy di 76 anni, che ha interpretato i personaggi immortalati dai grandi nomi della fotografia: un figlio di Willy Ronis, i personaggi di Nan Goldin, una modella di Helmut Newton o addirittura Pablo Picasso con le sue mani di pane immortalate da Robert Doisneau. Oggi con “Moods in a Room”, Catherine Balet ci mostra un lavoro iniziato quasi vent’anni fa, forse anche più profondo, più intimo, e che dà origine a composizioni surrealiste che giocano su trasparenze e collage multipli. Questa serie mette a confronto il virtuale e il materiale attraverso un sottile mix di texture pittoriche ed elementi fotografici digitali.

Catherine Balet si è liberata dalla tradizionale pratica fotografica come sottolinea Fannie Escoulen, curatrice della mostra: “Non più pittrice ma lontana da una pratica puramente fotografica, Catherine Balet rivela un universo introspettivo fatto di una moltitudine di strati, come un palinsesto, attingendo dal suo inconscio nutrito dai riferimenti della storia dell’arte ai grandi movimenti della pittura. Liberandosi deliberatamente, afferma in questi quadri che i suoi personaggi non sembrano in grado di sfuggire alle allucinatorie porte chiuse di questi quadri.

Attraverso questa pratica pittorica, la fotografia è diventata il pretesto per collage multipli che danno una versione quasi cubista della fotografia. Come un pittore che sovrappone i suoi strati di colori, Catherine Balet sovrappone i suoi archivi fotografici, personali o da Internet, che combina per comporre un’opera proteiforme e ricca di fantasia. Ogni immagine ci immerge in una narrazione ricchissima in cui i personaggi si trovano in mezzo al loro mondo, con i loro oggetti di uso quotidiano e persino i loro animali domestici. Crea così immagini fisse su scene di vita quotidiana che lasciano lo spettatore in discussione. Il tempo è sospeso? Come se fosse stata scritta una storia. O è vecchio? Come mille foglie archeologiche che rivelano un passato e i resti di una memoria travagliata.
Questi assemblaggi danno anche una certa tensione alle immagini. I personaggi sembrano essere i protagonisti di un film o di uno spettacolo teatrale. A sua volta, si recita un dramma, forse un omicidio, una scena banale di una madre e sua figlia che guardano la televisione, una partita in campagna o un’estate in piscina. Ci sono molti riferimenti, sia cinematografici che pittorici. Troviamo in particolare Hockney, Bacon ma anche Matisse o Ingres e molti altri riferimenti alla storia dell’arte. Un intero pantheon artistico è invitato a questo spettacolo pirotecnico iconografico di cui l’artista si nutre e si libera con gioia per raccontare la storia del nostro mondo, la nostra grande e piccola vita con una grande libertà creativa.

Catherine Balet
Gli stati d’animo in una stanza
Dal 7 febbraio al 30 marzo 2019

Galleria Thierry Bigaignon
9 rue Charlot

75003 Parigi

Patrice Huchet

Appassionato fin da bambino di tutte le forme di espressione artistica, ha iniziato la sua carriera nel mondo del turismo dove ha praticato la fotografia di viaggio. In seguito è entrato in unR...

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