I disegni di Frédéric Fenoll tra “Inferno e Paradiso”

©Frederic Fenoll

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Trulli
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#NICE I disegni di Frédéric Fenoll si esprimono al plurale quando ciascuno di essi, sullo stesso foglio, si inserisce in un altro come in un gioco di bambole russe dove ogni figura racconta un momento della storia dell’arte. Quando questo vertiginoso viaggio nel tempo è anche il trampolino di lancio per un salto nel vuoto. O da un volo a quel fuoco di sole dove Icaro brucia le ali….

Lo spazio del disegno diventa allora questo luogo di una drammaturgia dove il tempo del disegno, la linearità della narrazione e le figure invocate si incrociano e si scontrano. Un tema medievale si unisce alla pop art, orbs floreali di art nouveau si combinano con fanzine e questa storia occidentale è assorbita da uno spazio giapponese o da un paesaggio cinese che coglie la mitologia egiziana. L’artista afferra questo afflusso in una trappola con le sue reti inestricabili. Inferno e paradiso sono la stessa cosa. Lo spazio si espande, si contrae o si ricompone sotto sguardi allucinatori, costruzioni psichedeliche. Tutto non è altro che un’esplosione e una gestazione, la pancia è carica di stelle, gli animali li guardano nel loro silenzio siderale, il cielo è un sipario di macerie geometriche, sbava filamenti, occhi, spirali, bocche, segni, torsioni….

Nella tradizione dei grandi visionari, l’artista affronta questa realtà sepolta che sfida con una visione escatologica o il suo contrario, il mito di un paradiso perduto. Incontriamo William Blake, Félicien Rops o Louis Soutter. Possiamo indovinare il respiro di Dante. Eppure qui serve qualcosa di innovativo: lo sguardo di Frédéric Fenoll non è tanto in contatto con se stesso quanto con le immagini che la storia dell’arte ripristina. Questi sono quelli che diventano il vero quadro di riferimento del disegno. Ne sono la genesi e portano l’intuizione di nuove forme di cui ci raccontano la gestazione

Da questo caos che sostiene il disegno, la perfezione del gesto, la pazienza dei tratti, la precisione dei volumi, tuttavia, paradossalmente puntano a questo lato di una rinascita placida e tormentata, legata a questa ostinazione maniacale per misurarsi con il mondo. L’arte è questa lotta. Rumore e furia. Ma anche silenzio e contemplazione. Il tutto poi si cannocchiale per un nero fertile in cui linee e figure scavano e chiariscono l’idea stessa di disegnare, si misurano con essa e trovano la luce

 

Disegni di Frédéric Fenoll
7 febbraio – 30 marzo 2019
Galleria Depardieu
6 Rue Dr Jacques Guidoni

06000 Nizza

 

Michel Gathier

Con una formazione letteraria, Michel Gathier ha sviluppato la passione per l’arte in tenera età, soprattutto durante i lunghi soggiorni all’estero. Ha contribuito alla rivista “...

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