Pauline Brun e Rémi Grossin “Spara” La Station

Performance gna gna gna ©Pauline Brun

Performance gna gna gna ©Pauline Brun

Performance gna gna gna ©Pauline Brun

Agent Brown© Rémi Groussin

Agent Smith© Rémi Groussin

Welcome to the desert of real© Rémi Groussin

Neo-revolution 4002-2© Rémi Groussin

Niobe4007© Rémi Groussin

Trinity 5001© Rémi Groussin

Trulli
Performance gna gna gna ©Pauline Brun
Trulli
Performance gna gna gna ©Pauline Brun
Trulli
Performance gna gna gna ©Pauline Brun
Trulli
Agent Brown© Rémi Groussin
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Agent Smith© Rémi Groussin
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Welcome to the desert of real© Rémi Groussin
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Neo-revolution 4002-2© Rémi Groussin
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Niobe4007© Rémi Groussin
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Trinity 5001© Rémi Groussin

#NICE Scena di interazione tra due artisti, “Shooter” è il prodotto della loro residenza di quattro mesi a La Station. Ognuno di essi viene misurato dallo stesso spazio per investirlo con la propria pratica e trasformarlo in risonanza con la proposta dell’altro Rémi Groussin contrasta le convenzioni dello spettacolo togliendo dalla nostra vita quotidiana segni che non hanno la loro funzione originaria. Gli oggetti sono così ridotti a indicatori di ciò che erano e riflettono la loro perdita di significato. L’artista, tornando alle azioni dell’artigiano, spogliando qui i codici commerciali del segno illuminato per restituire la sua materialità. Limitandosi alla forma minima di un paio di occhiali, due cerchi e una barra, esegue questa autopsia per mettere il pittogramma pubblicitario in relazione al suo progetto e a ciò che accade quando ne vengono esposti gli elementi costitutivi. Sono quindi le nozioni di laboratorio e spazio espositivo che assumono significato attraverso la distorsione che inducono rispetto al loro contesto originario. Il logo si esaurisce a causa delle disfunzioni. Figli e ganci designano miseramente il loro strappo dalla vita e la luce delle luci al neon mostra solo i sintomi della loro estinzione

Eppure questa messa in scena delle rovine di un fuori macchina fotografica è condotta in modo burlesco ed è anche in questo registro di decostruzione e ironia che il Pauline Brun. Quest’ultimo integra nello stesso spazio chiuso l’artificio di un’officina con finestre a senso unico, con la simulazione di una porta, e alcuni altri elementi – false arms, teste troppo trasformate – che diventeranno gli accessori delle sue performance. L’artista enfatizza inoltre un effetto di disaccoppiamento collegando la performance attuale con quelle che l’hanno preceduta attraverso una proiezione su uno schermo che occupa l’intero fondale dello studio. Allo stesso modo, le tracce dell’evento rimarranno successivamente sul sito e saranno integrate nel processo. Questa distorsione accentua la natura grottesca delle situazioni in cui, completamente vestita in abito bianco e con protesi grottesche, Pauline Brun si cimenta in contorsioni che raffigurano la disumanizzazione del corpo ridotto ad una forma mobile ed improbabile quando si fonde nello spazio. Questo personaggio è “trasandato” così “trasandato”, “scompigliato”, come metafora di questa vita fuori dai binari. Il suo ridicolo o solitudine è messo in musica da una “gnagnagna” che pulsa come una melodia folle e triste per una cerimonia confusa dove, però, ognuno può forse ritrovarsi o scoprirsi. O ridere o piangere

La stazione di Nizza è un’associazione attiva dal 1996. Fornisce sostegno a forme sperimentali di arte contemporanea. Situato dal 2009 sul sito degli ex macelli ora dedicati alla creazione culturale, il 109, La Station ha presentato 42 mostre intramurali e 24 mostre extramurali. Ospita 2 residenze temporanee all’anno.

 

“Shooter”, Pauline Brun e Rémi Grossin
dall’8 febbraio al 20 aprile 2019
La Station
89 Percorso Torino 06300 Nizza

http://www.lastation.org/

Michel Gathier

Con una formazione letteraria, Michel Gathier ha sviluppato la passione per l’arte in tenera età, soprattutto durante i lunghi soggiorni all’estero. Ha contribuito alla rivista “...

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