“Mnemosyne” di Adrien Vescovi alla galleria delle Ponchettes

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Vue d'atelier Les Gets

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#NICE Come se dalle radici del tempo, decotti di spezie, aggiunte ocra catturate dai capricci del sole e del tempo permeano la tela del pittore. La luce emerge poi nella risonanza materiale di questa natura che, delicatamente, l’artista raccoglie. Egli intreccia questa architettura in funzione dello spazio in cui si confronta per diluire se stessa e ridefinire l’idea stessa di pittura. Adrien Vescovi è il pittore della natura, non della sua rappresentazione – quella che va copiata, domata e rettificata – ma della natura a cui apparteniamo, di cui siamo figli. Quella in fondo alla quale ci si accoccolano in un ambiente minerale e vegetale che, qui, risplende nello spazio particolare della Galerie des Ponchettes.

Perché questo luogo era quello di Matisse e perché questa ex sala dei pescatori, senza finestre, richiede l’aggiunta di una luce interna e perché rimane come una grotta dove i segni primitivi e gli inizi del colore possono essere inscritti nella memoria della pittura parietale. Si tratta quindi di una questione di memoria. Tessitura e cancellazione della trama del tempo secondo i capricci della natura. “Mnemosyne” è il titolo di questa mostra: è la figura guardiana perché, figlia di Ouranos, il cielo e Gaia, la terra, è la memoria, la narratrice di un tempo che manca. Se la facciata della galleria dispiega ampie tele luminose, l’interno stende corde che, paradossalmente, liberano la tensione del colore e si insinuano nelle viti e nei nodi. Grandi tele di cotone o teloni di terra appesantiti si infondono di pieghe di vento, prendono i pollini e parlano delle luci dell’Olanda, dove si espongono all’umidità, al sale e ai colori sbiaditi del Mare del Nord. Ma anche il Sud, gli ocre del Roussillon, Marsiglia dove lavora Adrien Vescovi. Memoria e tempo. Un tuffo sensoriale nella storia della pittura, un ricordo di questa rottura iniziata dai pittori di Superficie di supporto nei giochi anteriori e posteriori, le cuciture, le tele che galleggiano come vele.
E navighiamo nel rigonfiamento di un’alchimia poetica verso quei barattoli che sporcano la terra per mostrare un succo nerastro da cui tutta questa avventura sembra essere estratta dalla luce. Il colore è carico di filamenti, con forme ruvide. Il sole o la pioggia lava via i depositi di curcuma. Una vernice di bianco d’uovo dà la consistenza vellutata di una tela. A meno che la luna non aggiunga il proprio fard. La luce è questo flusso della natura, parla delle nostre origini, ci avverte anche per il nostro futuro.

 

Dal 9 marzo all’ 8 settembre 2019

“Mnemosyne”, Adrien Vescovi
Galleria delle Ponchette
77 Quai des États-Unis, 06300 Nizza

Michel Gathier

Con una formazione letteraria, Michel Gathier ha sviluppato la passione per l’arte in tenera età, soprattutto durante i lunghi soggiorni all’estero. Ha contribuito alla rivista “...

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