Un disegno….. una linea! Incontro con Daniel Dezeuze

Sans-titre, série Forteresses, 1986 © Daniel Dezeuze

dessins italiens © Daniel Dezeuze

Catalogue Exposition

Sans titre, série Lascaux, 1983-1984© Daniel Dezeuze

Trulli
Sans-titre, série Forteresses, 1986 © Daniel Dezeuze
Trulli
dessins italiens © Daniel Dezeuze
Trulli
Catalogue Exposition
Trulli
Sans titre, série Lascaux, 1983-1984© Daniel Dezeuze

Il lavoro dell’artista francese Daniel Dezeuze non è più presentato. Nato nel 1942 ad Alès, questo membro fondatore del movimento Supporto/Superficie lavora mettendo in discussione le fondamenta pittoriche mentre si sperimenta con la materia prima, in legno, metallo o tessuto. Ma conosciamo la portata del suo lavoro grafico? Un’opera abbondante da cui emerge una libertà di pensiero, di significato e di esecuzione. Prodotto in diverse serie come “Papillons”, “Dessins Italiens”, “Insectes”, “Grotesques”, “Giverny”, parte di questa produzione è stata l’occasione di una mostra alla Galleria Templon di Parigi all’inizio di quest’anno. La luce e il silenzio lascia senza temporalità. e l’uscita

Marlène Pegliasco: Considereresti il disegno come fase preparatoria o come entità separata?
Daniel Dezeuze: Ho iniziato il mio apprendistato all’Ecole des Beaux-arts de Montpellier e ho studiato molto anche dalla natura durante le mie passeggiate o viaggi. Il soggetto varia a seconda dei miei movimenti. Città del Messico ispira in modo diverso dal paesaggio mediterraneo. Anche il mio stile sta cambiando. In Nord America, l’arte minimalista americana ha avuto una grande influenza su di me. Sono in grado di produrre disegni fatti di poche righe e altre che sono abbastanza naturalistiche, come la serie “Butterflies”. La mostra allestita presso la Galleria Templon – “Sotto un certo angolo”, dal 12 gennaio al 09 marzo 2019 e il libro che vi si riferisce – “Drawings 1960-2018” edito da SKIRA – comprende quasi 60 anni di disegni. Abbiamo dovuto fare una selezione perché ne ho molte. Il disegno è un modo molto flessibile di muoversi nel passato delle civiltà, nel presente della natura, un modo di essere mobili e in questa mobilità per trovare una grande libertà. Il disegno è al centro della mia produzione perché le mie sculture sono spesso opere tridimensionali con un carattere molto grafico. Non lavoro con le masse come farebbe un artista con l’argilla o il marmo. Slego le forme, porto una linearità e in questo, il disegno è essenziale.

Marlène Pegliasco: I disegni sono realizzati in serie.
Daniel Dezeuze: Alcune serie sono più lunghe, altre più corte. Quella a farfalla dura 10 anni. Faccio disegni, poi mi fermo e riprendo un anno dopo, per esempio. E’ l’unica serie che si svolge nel tempo mentre gli altri si fermano e io non ci torno più.

Marlene Pegliasco: Quali sono le vostre ispirazioni?
Daniel Dezeuze: Vivo a Sète e il mio studio è circondato da un giardino. Questa natura vicina influenza i miei temi. Ma soprattutto, l’ispirazione è piuttosto varia. Mi sono lasciato andare con il flusso e capisco cosa mi interessa. Le serie “Disegni astratti” sono disegni-scrittura in cui metto in discussione la relazione grafica. “Armi e fortezze” e “gnostici” si riferiscono alle antiche religioni che si occupavano delle tenebre del mondo. Stasera stavo traducendo dalla coscienza usando carta nera. “Lascaux” è un tributo all’origine stessa dell’atto pittorico. Per i “Papillons”, c’è essenzialmente reverie, le immagini volano nell’aria e vengono ad alleviare gli esseri umani disturbati da tutte queste domande esistenziali. Anche le mie numerose letture mi danno da mangiare. In effetti, ho curato alcuni libri e poesie illustrate

Marlene Pegliasco. Hai una tecnica preferita?
Daniel Dezeuze: Non proprio. Sceglierò la tecnica in base all’intenzione. La matita di grafite è essenziale per la linea. Pastello e acquerello sono usati per creare toni tenui, le forme colorate che si susseguono. Si tratta di due tecniche diverse ma con forti poteri grafici. Il legame è la mano che funge da passaggio sui pigmenti e li fa evolvere su carta. Lei è il tramite tra l’idea e la sua esecuzione.

 

La mostra è stata oggetto di un magnifico libro edito da Skira, che comprende un’ampia e raffinata selezione della serie di fumetti di Daniel Dezeuze dal 1960 al 2018.

Disegni/Disegni, 1960-2018da Skira Publishing

 

Marlène Pegliasco

Laureata in Storia dell’Arte e residente a Tolone, ho creato il blog Art In Var (www.artinvar.fr) per condividere con i miei lettori le ricche notizie artistiche di questo bellissimo dipartim...

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