La generazione nella rivoluzione

Trulli

# PARIGI Il Museo Cognacq-Jay di Parigi si distingue dalle altre istituzioni parigine per il suo ambiente intimo e molto raffinato. Questa ex residenza privata ospita parte della collezione di Ernest Cognacq, fondatore dei negozi La Samaritaine e di sua moglie Marie-Louise Jaÿ. I disegni del XVIII secolo testimoniano la pratica e il gusto di un collezionista. Ed è un altro collezionista, anch’esso fondatore di un museo, che è al centro della mostra “Generation in Revolution” che il museo presenta fino al 14 luglio 2019. François-Xavier Fabre (1766-1837) fu l’amatissimo allievo del grande pittore Jacques-Louis David (1748-1825). Quando scoppiò la Rivoluzione Francese, Fabre era a Roma e nonostante l’attaccamento del suo maestro a lui, decise di rimanere in Italia e fece carriera a Firenze. E’ in questo momento che raccoglierà una bellissima collezione di dipinti e disegni di artisti contemporanei e maestri italiani. Alla fine della sua vita, nel 1825, ritorna nella sua città natale di Montpellier e per due volte lascia in eredità l’intera collezione per creare il museo che porta il suo nome. Un centinaio di questi disegni formano, con alcuni inediti provenienti dal Cognac-Jay Museum, la mostra “Generation in Revolution”. Condotta in concerto con il Musée Fabre, la mostra si propone di mostrare le scelte artistiche degli artisti contemporanei della Rivoluzione Francese, oscillanti tra due mondi, il neoclassicismo e il pre-romanticismo.

La Rivoluzione Francese è un evento fondatore della nostra Repubblica. Idee e ideali stimolanti, il suo impatto sulla scena artistica è notevole. L’uomo che domina questa scena è senza dubbio Jacques-Louis David. Cittadino impegnato, attivo dalla parte dei rivoluzionari come più tardi sarà dalla parte dell’imperatore Napoleone I, parteciperà alla metamorfosi delle forme pittoriche, all’alba di una nuova era e di un nuovo mondo. I disegni in mostra ci ricordano il ruolo del disegno nella formazione dell’artista presso l’Accademia Reale di Pittura e Scultura e le scuole di disegno delle Società di Belle Arti. La rappresentazione del corpo umano, la figura e l’espressione delle passioni era al centro della pedagogia. Le “accademie” esposte da Fabre, Antoine Girodet e Jospeh-Benoit Suvée e la “Tête d’Andromaque” di Fabre, ricordano queste importanti pratiche. Luogo importante di riflessione e di educazione artistica, l’Accademia Reale di Pittura e Scultura, fondata nel 1648, fu chiusa nel 1793. Ogni anno viene assegnato il Prix de Rome e la possibilità per un artista di risiedere all’Académie de France a Roma presso il Palais Mancini per allenarsi a contatto con famosi pittori italiani e modelli antichi. I temi della storia romana antica trovano un’eco favorevole nell’ideale rinnovamento patriottico in atto. Lo stile neoclassico sviluppato da David, l’austerità della linea, le forme modellate sull’antico riferimento, visibile nello Studio per Leonida alle Termopili, sono lontane dalle linee estrose e decorative dello stile rococò. Prima e dopo la Rivoluzione, la pittura di storia è rimasta ai vertici della gerarchia di genere. L’attacco alle Tuileries di Jacques Bertaux rivela un momento chiave di questo periodo rivoluzionario. La scelta del soggetto antico riflette anche la posizione dell’artista di fronte al movimento rivoluzionario, come illustrato da Guillaume Lethière in “Marius à Minturnes”.

In seguito alla sua chiusura nel 1793 – chiusa su richiesta di Jacques-Louis David -, gli ordini e i grandi cantieri reali, le principali fonti di remunerazione dei pittori, sono stati aboliti. Gli artisti devono quindi trovare nuovi clienti. Ma il XVIII secolo vide anche l’emergere del gusto per i ritratti aristocratici e borghesi, spinti dalla filosofia illuministica. Nello stesso momento in cui i soggetti antichi divennero un riflesso della storia attuale, si affermò questo nuovo gusto per la lode dell’individuo e delle scene di vita quotidiana, non dipendente dalle esplosioni della Repubblica. Il riferimento all’opera incisoria di Rembrandt è percepibile nell’Autoritratto di Pierre-Paul Prud’s Hon e il gusto per la pittura olandese del XVII secolo attraverso i disegni di paesaggio. Ricordiamoci che ogni grande artista – e grande uomo – deve completare il Grand Tour. L’Italia attrae con i suoi capolavori antichi e moderni, i suoi vasti paesaggi, la sua luce del sud e le sue antiche rovine che invitano a meditare sul passare del tempo e sulla fragilità delle civiltà. Questo fascino sta crescendo anche in Francia con le scoperte archeologiche nel sud del paese. Si sviluppa così il gusto per il paesaggio ideale, variazioni tra realtà e capriccio, alla ricerca di un sogno Arcadia. Tra le bellissime foglie in mostra ci sono gli studi boschivi di Nicolas-Didier Boguet di Montpellier, i paesaggi siciliani di Louis-Jean Desprez, i disegni di Fabre che testimoniano il suo interesse a rappresentare il paesaggio nel corso della sua carriera e mostrano il suo talento adattando la tecnica al soggetto, o Antoine Laurent Castellan, autore delle famose guide disegnate il cui interesse per l’atmosfera e la presenza dei luoghi annuncia già la scuola di Barbizon.
La mostra “Generation in Revolution” ci permette così di penetrare e comprendere le tecniche e le varie tipologie di disegno (schizzi, schizzi di memoria, paesaggi) in questo periodo tumultuoso che incarna il prima e dopo la Rivoluzione. Attraverso la collezione di François-Xavier Fabre, la mostra ci permette di porre la questione del disegno, la sua importanza e la sua gerarchia nelle pratiche: imparare l’anatomia da modelli viventi o modelli antichi, la prospettiva, ma anche la ricchezza dei temi trattati da artisti come le scene storiche, la storia antica, i ritratti, il paesaggio e le scene di genere; l’interesse sta anche nel modo in cui ogni artista riprende un soggetto simile per trattarlo in modo diverso. Infine, è anche l’occasione per mettere in luce artisti meno noti il cui lavoro di successo stupisce il pubblico e lo rende consapevole dell’ampiezza della creazione artistica in questo periodo cruciale.

Fino al 14 luglio 2019
Génération en Révolution – Dessins français du musée Fabre, 1770-1815
Musée Cognacq-Jay
8 rue Elzevir
75003 Paris

 

Aperto da martedì a domenica dalle 10.00 alle 18.00.
Chiuso il lunedì e alcuni giorni festivi
Per preservare la qualità dei disegni, il 12 maggio 2019 sarà visibile una nuova sospensione.
Il catalogo della mostra è disponibile presso gli Éditions Paris Musées.

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Marlène Pegliasco

Laureata in Storia dell’Arte e residente a Tolone, ho creato il blog Art In Var (www.artinvar.fr) per condividere con i miei lettori le ricche notizie artistiche di questo bellissimo dipartim...

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