“Un autre monde/Dans notre monde” al Frac PACA

Hoël Durer, La vue héroïque de B.S : un opéra en 3 actes, 2013-2015 © Adagp, Paris, 2019. Collection Frac Provence-Alpes-Côte d’Azur

Magdalena Jetelova, The_Essential Is No More Visible, 1994

Adrian Paci Per Speculum, 2008, film on 35mm, 6'11’', courtesy of the artist and kaufmann repetto, Milano/New York

Jean-Louis Faure, Brouette sacrée à déroulement funèbre négatif, 1981. Crédit photographique : Gérard Bonnet © Jean-Louis Faure. Collection Frac Provence-Alpes-Côte d’Azur

Véronique Béland, This is Major Tom to Ground Control, 2012. Production Le Fresnoy. Photo Olivier Anselot

Laurent Grasso, Projection, 2003-2005. Bétadigital & animation couleur, 3 min en boucle. Collection de l’artiste. © Laurent Grasso / ADAGP, Paris 2019


Martin Gusinde, Ulen, forte tête, 1923 © Martin Gusinde Anthropos Institut Éditions Xavier Barral

Jean-Louis Montigone Monument utopique n°3, 1986. Crédit photographique : Gérard Bonnet © droits réservés. Collection Frac Provence-Alpes-Côte d’Azur

Giulia Grossmann, Mars Society, 2016, vidéo, 15 min

Trulli
Hoël Durer, La vue héroïque de B.S : un opéra en 3 actes, 2013-2015 © Adagp, Paris, 2019. Collection Frac Provence-Alpes-Côte d’Azur
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Magdalena Jetelova, The_Essential Is No More Visible, 1994
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Adrian Paci Per Speculum, 2008, film on 35mm, 6'11’', courtesy of the artist and kaufmann repetto, Milano/New York
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Jean-Louis Faure, Brouette sacrée à déroulement funèbre négatif, 1981. Crédit photographique : Gérard Bonnet © Jean-Louis Faure. Collection Frac Provence-Alpes-Côte d’Azur
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Véronique Béland, This is Major Tom to Ground Control, 2012. Production Le Fresnoy. Photo Olivier Anselot
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Laurent Grasso, Projection, 2003-2005. Bétadigital & animation couleur, 3 min en boucle. Collection de l’artiste. © Laurent Grasso / ADAGP, Paris 2019

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Martin Gusinde, Ulen, forte tête, 1923 © Martin Gusinde Anthropos Institut Éditions Xavier Barral
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Jean-Louis Montigone Monument utopique n°3, 1986. Crédit photographique : Gérard Bonnet © droits réservés. Collection Frac Provence-Alpes-Côte d’Azur
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Giulia Grossmann, Mars Society, 2016, vidéo, 15 min

#MARSEILLE Un altro mondo/Nel nostro mondo mette in discussione il nostro rapporto con la realtà in tutte le direzioni attraverso molti settori della creazione e della conoscenza, alle frontiere della scienza, della tradizione, della fantasia, della fantascienza e della realtà. Si basa sulla nozione di “realismo fantastico”, un movimento nato negli anni ’60 dal libro Le Matin des magiciens di Louis Pauwels e Jacques Bergier, e che è stato ampliato nella rivista Planète, creata sulla scia dei due autori di questa libreria di successo.

La mattina dei Maghi e del Pianeta, i capisaldi letterari del “realismo fantastico”

Il “realismo fantastico” consiste nel trovare il fantastico nel cuore della realtà. “La scienza moderna ci insegna che c’è dietro il semplice visibile del complicato invisibile” scrive Louis Pauwels e Jacques Bergier in Le Matin des magiciens. Un certo sguardo alla realtà, una sorta di ultracoscienza vicina al buddismo, che avvicina il prosaico al fantastico. Questo movimento ha costituito una forte controcultura negli anni ’60. Questo libro è presentato come un’introduzione al realismo fantastico come indicato dal titolo completo: Le Matin des magiciens, introduzione al realismo fantastico (1960).
E’ una narrazione, a volte leggendaria e a volte accurata, dedicata ad aree di conoscenza appena esplorate, alle frontiere della scienza e della tradizione. Il suo contenuto copre argomenti diversi come l’alchimia, le società segrete, le civiltà scomparse, le ricorrenze insolite, le religioni e le scienze occulte o l’esoterismo. Si basa su testimonianze antiche, ricerche e libri di autori noti o sconosciuti, articoli su riviste specializzate e letteratura fantascientifica o fantastica. Questo libro, vero e proprio fenomeno editoriale, con una tiratura di un milione di copie vendute, ha riportato in vita un realismo fantastico e ha ispirato la rivista Planète.
Il tema centrale di questo libro si basa sull’idea che un patrimonio di conoscenze scientifiche e tecnologiche, alcune delle quali provenienti da civiltà extraterrestri, è stato tenuto segreto durante i grandi periodi della storia, e che l’uomo è destinato a diventare un sovrumano. Per gli autori, il fantastico non è “l’apparenza dell’impossibile” ma “una manifestazione di leggi naturali” quando non sono “filtrate dal velo del sonno intellettuale, dalle abitudini, dai pregiudizi, dal conformismo”.
La rivista Planète, pubblicata ogni due mesi in Francia tra il 1961 e il 1971, copre campi diversi come la storia della scienza e della fantascienza (vi sono stati pubblicati scrittori come Isaac Asimov, Arthur C. Clarke e Ray Bradbury.), la fantasia (Lovecraft e Jorge Luis Borges), la futurologia, le arti, la sociologia, l’etnologia, l’etologia….. Gli articoli e i saggi esoterici e inusuali degli scrittori erano rivolti più al brainstorming che a invadere i letti delle classiche riviste scientifiche popolari. Combinando la creatività nella forma e nella disposizione, questo oggetto è stato un vero precursore dei libri di oggi.

Teorie emozionanti e iconoclastiche, pionieri nella commistione di generi e che hanno prodotto in particolare serie televisive come Beyond Reality, the Fourth Dimension, o più recentemente X Files. Queste teorie sono a volte discutibili e risuonano particolarmente oggi poiché queste nozioni sono il terreno fertile per le teorie cospirative più stravaganti. Ma si riflettono anche nelle attuali scoperte scientifiche. Ad esempio, con la recente scoperta di un modo di comunicare tra gli alberi e il mondo vegetale o i suoni emessi dall’aurora boreale, due scoperte che sono state a lungo citate dalle civiltà animiste con pratiche sciamaniche. Tutto questo rimane in ogni caso un materiale favoloso che permette ogni tipo di creatività. Che si tratti di film, romanzi o di tutte le arti.

Una mostra interdisciplinare, trasversale e decisamente contemporanea

Il corso è concepito come un’esperienza, senza traffico imposto, ogni altopiano del Frac è uno spazio aperto come i piani di una nave spaziale.
Un video di Laurent Grasso dà la A dell’avventura che si sta preparando. Una nebbia invade una strada di Parigi, una nebbia ostile annuncia una minaccia a venire. Ecologico, rabbia della terra, invasione extraterrestre…… ci ricorda il film La Brume con Romain Duris. Poi entriamo in uno spazio che evoca le origini del realismo fantastico, con una proiezione di diapositive che presenta le diverse copertine della rivista Planète, una lettera di Cocteau che ammorbidisce questo movimento, disegni di Jean Gourmelin, vele su cui sono stampate fotografie di Norbet Kisseland dei primi del Novecento, ritratti con strani e fantastici accenti tra realtà e finzione. Ma anche pezzi più recenti come una bella serie di maschere totalmente ispirate alle copertine di Planet i cui occhi sono specchi che invitano il visitatore ad entrare in conversazione con i propri antenati.
Più di 50 artisti partecipano a questo omaggio al realismo fantastico con opere che giocano sul soprannaturale, la scienza, gli spazi paralleli, come questa serie di disegni creati dalle foto di fuochi il cui paesaggio è scomparso, lasciando solo una nuvola di fumo con forme soprannaturali. Tutto gioca sui toni del bianco e nero in questo primo set ad eccezione dell’opera centrale, un video a colori anni ’80.
Qui tutto è sorprendente, riferimenti leggendari come l’armatura da cavaliere di Abraham Poincheval, ricordo di una performance nella terra di Re Artù, si mescolano insieme. Le alghe e i molluschi che la ricoprono ricordano il gigante di Damien Hirst presentato a Palazzo Grassi, altra figura leggendaria. Riferimenti scientifici: in un’installazione di Véronique Béland, un software genera testi casuali interpretando le onde magnetiche catturate nello spazio, creando poesie interstellari e cosmiche con l’aiuto di una stampante. Attraverso un’installazione che utilizza il suono, uno stroboscopio e un getto d’acqua, Alexis Choplain riesce a rendere visibile l’onda sonora. Immergente e vibrante, sembra sospendere il tempo. Riferimenti sull’informazione e la manipolazione di Jackson che proietta un flusso di immagini di notizie su una nebbia e diventa un ologramma catastrofico.
Sul secondo set, le opere parlano della manipolazione di linguaggi totalitari o pubblicitari considerati come un morbido totalitarismo. Ci sono molte domande e le opere in questione mettono in discussione il rischio nucleare o ecologia, il mondo invisibile delle onde, un ucronia con un faraone, la geologia, un vortice perpetuo, lo spazio, la materia oscura, il fondo marino in breve un misto di opere e conoscenze interrogate che naviga felice con lo strano e rivela un volto nascosto del nostro mondo o una parte magica di noi stessi.
Sull’ultimo set, chiamato sperimentale, uno di Julien Crépieux: un’installazione visiva composta da diversi slideshow proiettati su schermi televisivi spenti. Le immagini estratte dai film mostrano attori accecati da una luce potente. Ci troviamo di fronte a diverse temporalità: quella della narrazione, quella della realtà della ripresa e quella del dispositivo. Infatti, i personaggi sembrano abbagliati dalla loro stessa immagine. Questo lavoro giustappone due opere di Bertrand Lamarche, una delle quali ci proietta nel cosmo con un processo molto semplice mentre l’altra, un video di un vinile ricoperto di cera su un fonografo, diventa un’animazione di personaggi che cercano di fuggire dal punto di lettura sotto il primo piano della telecamera.

Un altro mondo/Nel nostro mondo trascende la realtà per rivelarcelo con un tocco di fantasia, soprannaturale e tanta poesia.

Con opere di Véronique Béland, Yoan Beliard, Abdelkader Benchamma, Valère Bernard, Rémi Bragard, Markus Brunetti, Alexis Choplain, Arnauld Colcomb & Bertrand Planes, Julien Crépieux, Julien Creuzet Fred Deux, Hoël Duret, Eric Duyckaerts, Jean-Louis Faure, Nicolas Floc’h, Aurélien Froment, General Idea, Norbert Ghisoland, Jean Gourmelin, Laurent Grasso, Giulia Grossmann, Martin Gusinde, Jackson, Louis Jammes, Magdalena Jetelová, Emmanuelle K, Bertrand Lamarche, Augustin Lesage, Corey McCorkle, Pierre Mercier, Laurent Montaron, Jean-Louis Montigone, Adrian Paci, Abraham Poincheval & Matthieu Verdeil, Bettina Samson, Robert Schlicht & Romana Schmalisch, Jim Shaw, Dennis Stock, Anaïs Tondeur, Agnès Troublé dite agnès b., Marie Voignier.

Ed edizioni di William Copley (SMS Portfolio: Nicolas Calas, Bruce Conner, Marcel Duchamp, Marcia Herscovitz, Alain Jacquet, Lee Lozano, Meret Oppenheim, Bernard A. Pfriem, Johnson Ray
, George Reavey, Clovis Trouille), Yona Friedman, Rodney Graham, Jean-Michel Othoniel
.

Mostra collettiva coprodotta dal Fondo di dotazione agnès b. e dal Frac Provence-Alpes-Côte d’Azur, in collaborazione con il Frac Grand Large-Hauts-de-France

 

Un altro mondo/nel nostro mondo

Curatore della mostra: Jean-François Sanz

Esposizione dal 23 marzo al 2 giugno 2019

FRAC Provenza-Alpi-Costa Azzurra
20, bd de Dunkerque

13002 Marsiglia

Patrice Huchet

Appassionato fin da bambino di tutte le forme di espressione artistica, ha iniziato la sua carriera nel mondo del turismo dove ha praticato la fotografia di viaggio. In seguito è entrato in unR...

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