Un disegno….. una linea! Incontro con Claire Morel

©Claire Morel

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Série Contes chevelus 2018 graphite sur papier Vélin 20X30cm©Claire Morel

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Trulli
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Série Contes chevelus 2018 graphite sur papier Vélin 20X30cm©Claire Morel
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Série Contes chevelus 2018 graphite sur papier Vélin 20X30cm©Claire Morel

Esplora il volto nascosto dell’anima umana, modella esseri fantastici, crea immagini improbabili di narrazioni immaginarie e infine crea una nuova realtà. Figurativo e narrativo, il disegno di Claire Morel si basa su molteplici riferimenti grafici e artistici.

Secondo Premio DDessin 2017, Claire Morel espone le sue opere insolite e irreali alla Galerie Vachet-Delmas di Sauve nel Gard fino al 07 luglio 2019.

Marlène Pegliasco: Claire, puoi parlare del tuo percorso professionale?
Claire Morel: Sono nata il 21 giugno 1974 e vivo e lavoro a Rennes. Ho studiato Belle Arti all’Università di Rennes e poi ho studiato decorazione a Nantes. Disegno da circa dieci anni ed espongo regolarmente in Francia, Spagna e Corea. Nel mio lavoro, mi nutro di immagini e metto in discussione il legame tra me stesso e gli altri. Questo link è un mostro che ingoia le figure che disegno, frammenta i loro pensieri. Il corpo e l’anima sono lontani da una tranquilla stabilità e da una routine serena.
Marlène Pegliasco: Raccontaci della tua mostra in corso alla Galerie Vachet-Delmas?
Claire Morel: Le hair stories sono un lavoro sulla memoria e le storie, storie inventate per portare i bambini nel mondo degli adulti. Da qui una certa crudeltà ma anche una certa binarietà morale. Ho voluto reclamarli e inventarne altri portando fantasia, umorismo e soprattutto ambiguità, rompendo i codici del bene e del male.
Marlène Pegliasco: Cosa traduce per te il disegno?
Claire Morel: Il disegno è ed è sempre stata la mia pratica principale fin dall’infanzia, fedele compagna della noia e veicolo ideale per viaggiare nei miei pensieri. Mi piace paragonarlo ad un tappeto volante il cui conducente sarebbe casuale, ogni disegno è per me un salto verso l’ignoto e deve lasciare un campo di interpretazione molto ampio allo spettatore che potrà trasformarlo a suo piacimento se lo desidera.

 

Ritratto di disegnatrice:
Se tu fossi un disegno: un disegno vecchio stile di qualsiasi artista, dove la libertà ha la precedenza su ogni forma di decoro.
La tua tecnica preferita: la grafite con acquerelloIl
mezzo più insolito per creare: uno specchio:
“Disegnare è come”: Lancia un incantesimo per cercare di trasformare la realtà.

Marlène Pegliasco

Laureata in Storia dell’Arte e residente a Tolone, ho creato il blog Art In Var (www.artinvar.fr) per condividere con i miei lettori le ricche notizie artistiche di questo bellissimo dipartim...

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