Un disegno….. una linea! Dispersione del laboratorio di Felix Schivo all’asta

venise dessins© Felix schivo

charpente de l'église St Eustache, Gravure de Félix schivo

autoportrait, dessin de Félix Schivo

chausson du mime marceau© Félix Schivo

Trulli
venise dessins© Felix schivo
Trulli
charpente de l'église St Eustache, Gravure de Félix schivo
Trulli
autoportrait, dessin de Félix Schivo
Trulli
chausson du mime marceau© Félix Schivo

“Non ho fatto nulla nell’arte che non sia stata espressione di una motivazione profonda, di un’emozione, di un desiderio di mantenere una traccia, essendo tutto fuggevole” Ci sono volute solo poche ore prima che lo studio Crait + Muller per disperdere il laboratorio dello scultore e incisore francese Félix Schivo (1924-2006) a Drouot esso 18 marzo scorso. A proposito di 300 lotti composto da statue, gessi, incisioni e disegni, ripercorrendo la prolifica carriera di questo illustre artista che ha ricevuto numerosi riconoscimenti Grand Prix du Salon (1979), Premio Taylor (1992) e Premio di scultura Dumas-Millier dell’Accademia di Belle Arti (1993). Un’occasione per vedere il suo talento di incisore passare attraverso le mani dei banditori d’asta.

Nato in una famiglia di artigiani a Tarascon, Félix Schivo ha studiato in Avignone prima di frequentare ilEcole Nationale Supérieure des Beaux-arts de Paris dove si incontra Cesare. Infine, completa la sua formazione con il maestro cameriere doucier Camille Quesnevill. Oltre alle numerose commissioni pubbliche (busto del couturier Christian Dior per il giardino del museo a Grandvillebusto di Stefan Zweig per il giardino del Lussemburgo a Parigi o il monumento a Thomas Couture in Senlis) che ha ricevuto nel corso della sua carriera, Félix Schivo produce numerose incisioni, diverse serie delle quali sono conservate in collezioni pubbliche in Francia (Fondo Nazionale d’Arte Contemporain de La Défense, Bibliothèque Nationale de France a Parigi). La sua maestria tecnica gli permette di trattare il suo soggetto in modo diverso e innovativo.

Negli anni 1960, Félix Schivo è interessato al lavoro di mimo Marcel Marceau e il suo carattere Bipinventato in 1947. Segue le sue produzioni sul palco, le schiaccia sul posto e riflette sugli atteggiamenti dell’attore: risate, tristezza, nonchalance. Questo lavoro di 28 incisioni e i disegni realizzati con inchiostro cinese e macchia di noce hanno il titolo di“Mimo e vita. “Il mimo nella vita.”La linea ondulata riflette questa raffinata osservazione del movimento e dei gesti. La sua linea è tagliente, tratteggiata, scarabocchiata, la linea mordente, a scatti per fare “ilil mimo sul palcoscenico, elegante, morbido, dinamico, leggero…..teso.». Presta particolare attenzione alle mani“Le regine del mimo show. Sembrano avere un talento che dura tutta la vita. Espressivo: terribilmente sovrano, eccezionalmente lungo”Uno stile piuttosto espressionista che contrasta con la regolarità delle incisioni della serie denominata “Les Charpentes (de Saint-Eustache)”. Questo set geometrico datato da 1973 lo porta più vicino a Piranesi8 incisioni dove il potere dell’architettura si rivela nei suoi neri profondi e intensi. La linea è dritta, precisa e angolare. Le travi intrecciano ombre e luci ed evidenziano l’architettura dell’edificio, rivelando una bellezza singolare. I disegni sono in bilico tra figurativo e astratto. Le venature del legno, le tavole contorte, tutto respira forza e mistero. Quello che lui stesso nota“Questi grandi contrasti gli conferiscono questa dimensione, questa atmosfera…. di potere, e ci immergono in un misterioso labirinto, dove la densità delle Ombre moltiplica i Volumi all’Infinito e provoca una sensazione di sacro timore….”

Nell’incisione, Félix Schivo viene consegnato più liberamente che in scultura. La serie di 32 incisioni e disegni su Venezia, datato da 1978presenta chiese, gondole, canali, canali, resi in modo veritiero e senza false pretese. A Venezia solitario che l’incisore sapeva rendere autentico e privo di artificio. Questa serie presenta diverse tecniche drypoint, acquaforte, acquaforte, acquatinta, pietra nera e acquerelli, a dimostrazione dell’ampiezza delle conoscenze dell’artista.

 

Si tratta di una straordinaria modernità che emerge dalle opere incise di Félix Schivo. Se alcuni disegni sono solo semplici esercizi, come la copia da vecchi maestri o da quello vecchio, è molto diverso per l’incisione di cui utilizza le capacità. Poesia e sincerità emergono da queste visioni che egli offre come un concentrato di emozioni pure

Marlène Pegliasco

Laureata in Storia dell’Arte e residente a Tolone, ho creato il blog Art In Var (www.artinvar.fr) per condividere con i miei lettori le ricche notizie artistiche di questo bellissimo dipartim...

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