Chourouk Hriech: Ogni volta cancella davvero un’altra volta?

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#NICE A volte ci viene offerto spazio nell’evidenza dei suoi angoli, delle sue aperture o della sua suddivisione, ma basta un po’ perché tutto questo sfarfalli come se un corpo estraneo, invisibile, si impadronisse di esso per formularlo in modo diverso. E se questo “nulla” risiedesse nel potere dell’artista quando, con discrezione, vanifica i nostri codici percettivi e introduce nella realtà di uno spazio la confusione di un’immagine che agisce su di lui in modo quasi virale? Chourouk Hriech ridisegna lo spazio della Narcisio. Evidenzia i bordi, gli angoli, gli sfalsamenti delle pareti, i volumi che si sommano o si riversano. Le pareti sono a volte ricoperte di guazzo o feltro.
Il bianco e nero si impone in tutta la sua monumentalità e detta le proprie linee di fuga. Le barre verticali e le diagonali sono allungate all’estremo. I disegni a china incorniciati raddoppiano queste immagini a meno che non le ostacolino come se un corpo estraneo le afferrasse e introducesse nello spazio reale questo mondo immaginario che sarebbe la sua radiografia.
Qui il luogo si confronta con l’immagine di un ambiente urbano e di una geometria rigorosa ma gli effetti specchio tra lo spazio reale e l’immagine sono come devitalizzati da ornamenti vegetali. Un dispositivo risponde all’altro. La location è incerta, alludendo alla Thailandia, al Marocco e all’esotismo: uscire dalla scatola, offuscare i nostri segni, creare nuove prospettive, osare fare buchi nella realtà.
In questi disegni, l’essere umano ha abbandonato il set. Nessuna fuga è possibile. L’immaginazione viene catturata in quel momento in cui nessuna finzione la contamina ancora. È nella sua nudità, questo spazio da riempire come sottolineano i disegni: finestre aperte o chiuse nell’assorbimento della luce, angoli ciechi, lo scheletro vertiginoso di una prospettiva. Il visitatore viene colto da questa strana traiettoria di un reale che verrebbe falsamente spostato dall’immagine e che penetra come se si rompesse ed entrasse. Si rende poi conto che se l’artista disegna alla soglia della finzione, di cui, nell’incavo, si limiterebbe a definire la cornice, il visitatore, investe il luogo con la propria storia.
In questi giochi di specchi, il paese delle meraviglie si incrocia, le figure e le identità svaniscono: che dire di una storia? Dov’è l’artista? Dove siamo? Dove siamo? Dove siamo? Oppure, per usare il titolo della mostra: “Ogni volta ne cancella davvero un’altra?”

Chourouk Hriech: Ogni volta ne cancella davvero un altro?
Dal 26 aprile al 20 luglio

Via Parmentier 16
06100 NIZZA
Aperto da martedì a venerdì dalle 14:30 alle 18:00 (e molto altro ancora) e su appuntamento.
Ingresso libero.

 

Michel Gathier

Con una formazione letteraria, Michel Gathier ha sviluppato la passione per l’arte in tenera età, soprattutto durante i lunghi soggiorni all’estero. Ha contribuito alla rivista “...

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