“Lifelines – una mostra di leggende” al Mac Val

Candice Breitz, 3 écrans vidéos, couleur, son, en boucle. Variation A – Durée : 2’20’’. Variation B – Durée : 3’27’’. Variation C – Durée : 3’21’’. Commande du Pavillon d’Afrique du Sud, Biennale de Venise 2017.

À 6h du matin l’hiver 2017 Acrylique sur toile, 162 x 130 cm Photo © Edi Dubien © Adagp, Paris 2019

Lydie Jean-Dit-Pannel ALIVE, 2018 Sérigraphie trois couleurs sur Fabriano Rosaspina, 70 x 50 cm, tirage à 40 exemplaires numérotés et signés © Lydie Jean-Dit-Pannel, La Belle Epoque©Adagp, Paris 2019

Pierre Moignard (autoportrait) 5 VI 97, 1997, Huile sur toile, 27 x 22 cm Photo © Alberto Ricci/Courtesy galerie anne barrault

Sépànd Danesh, Léviathan 2017 Huile sur toile, 80 x 60 cm

Trulli
Candice Breitz, 3 écrans vidéos, couleur, son, en boucle. Variation A – Durée : 2’20’’. Variation B – Durée : 3’27’’. Variation C – Durée : 3’21’’. Commande du Pavillon d’Afrique du Sud, Biennale de Venise 2017.
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À 6h du matin l’hiver 2017 Acrylique sur toile, 162 x 130 cm Photo © Edi Dubien © Adagp, Paris 2019
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Lydie Jean-Dit-Pannel ALIVE, 2018 Sérigraphie trois couleurs sur Fabriano Rosaspina, 70 x 50 cm, tirage à 40 exemplaires numérotés et signés © Lydie Jean-Dit-Pannel, La Belle Epoque©Adagp, Paris 2019
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Pierre Moignard (autoportrait) 5 VI 97, 1997, Huile sur toile, 27 x 22 cm Photo © Alberto Ricci/Courtesy galerie anne barrault
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Sépànd Danesh, Léviathan 2017 Huile sur toile, 80 x 60 cm

#GRANDPARIS Ottanta artisti di diverse generazioni e pratiche si sono riuniti in una mostra per esprimere la loro identità e i cui gesti artistici modellano il tessuto di “Lifelines – una mostra di leggende” al Mac Val.

La mostra fa parte di una linea di programmazione Mac Val che mira a mettere in discussione le modalità e le istanze di costruzione dell’identità, o più precisamente, delle identità: sociale, di genere, culturale. Per “Lignes de vies – une exposition de légendes”, è a territori più intimi e personali che ci rivolgiamo. Mettendo in discussione i diversi elementi costitutivi dell’identità civile, sociale, sessuale, politica, artistica, digitale, virtuale, le opere raccolte fanno dell’autobiografia e della biografia una materia prima e plastica, generando una riflessione sulle identità, la messa in scena e l’autocostruzione.

Tutte le opere in mostra decostruiscono, analizzano, analizzano, criticano o mettono in discussione i fenomeni e i processi che plasmano e legittimano l’identità/identità. Lontano da un gesto narcisistico o egocentrico, gli artisti ricostruiscono e propongono, più che nuove identità, identità scelte. L’identità è una finzione, una rete di narrazioni intrecciate e narrazioni intrecciate. Una costruzione fatta di molti aggregati. È sociale e la moltitudine di “voi” definisce la moltitudine di “io”. Ci può essere una riappropriazione di questi “io” e farne un gioco, un materiale plastico, modulare, fluido e fluido, al di fuori degli incarichi.

“Lifelines – una mostra di leggende”è organizzato come un rizoma, non c’è la testa. Qualunque sia il significato della visita, stiamo assistendo alla decostruzione dei diversi processi identitari. Ogni modulo analizza gli elementi costitutivi dell’identità e raggruppa lavori che affrontano gli stessi temi o domande. Qui l’identità non è definita solo dagli autoritratti, è anche l’invenzione di un alter ego, la questione del corpo, la maschera, il volto, il nome proprio, l’infiltrazione dei sistemi, il corpo e il mondo….

La prova dell’esistenza è una carta d’identità? Prova dell’identità sessuale e civile. E’ la biografia di un artista? Sinonimo di riconoscimento e legittimità sociale. E’ la traccia o le vestigia della memoria? Ricordi fotografici o cinematografici? Un mucchio di programmi di undici anni di una vita frenetica? Un’apparizione televisiva? L’esistenza può essere oggetto di contrattualizzazione, di baratto? L’identità può essere oggetto di usurpazione? Le identità sono soggette a giochi di rappresentazione? Tutte queste domande e molte altre sono affrontate in questa mostra. Al di là dei criteri fisici, chimici e sociali che definiscono l’esistenza e l’identità, fenomeni più complessi interagiscono e l’identità può diventare oggetto di narrazione e trasformazione, materia fittizia. Tutte le identità sono quindi possibili

Con le opere di Soufiane Ababri, Art Orienté Objet, Paul Auster, Joël Bartoloméo, Pauline Bastard, Taysir Batniji, Sadie Benning, Karina Bisch, Christian Boltanski, Daniel Bosser, Édouard Boyer, Candice Breitz, Genesis Breyer P-Orridge, David Brognon & Stéphanie Rollin, Jean Brolly, Elina Brotherus, Émilie Brout & Maxime Marion, Sophie Calle, Philippe Cazal, Ludovic Chemarin ©, Leo Chiachio & Daniel Giannone, Claude Closky, Steven Cohen, Beatrice Cussol, Sépànd Danesh, Edi Dubien, Elsa & Johanna, Raphaël Fabre, Simon Faithfull, Esther Ferrer, Jakob Gautel, GRAND MAGASIN, Joseph Grigely, Joël Hubaut, Ilanit Illouz, Princia Itoua, Janez Janša, Lydie Jean-Dit-Pannel, Michel Journiac, Paul Kindersley, Arnaud Labelle-Rojoux, Matthieu Laurette, Leigh Ledare, Édouard Levé, Claude Lévêque, Ariane Loze, Kristin Lucas, MADEleINe ERIC, Roberta Marrero, Annette Messager, Aleksandra Mir, Pierre Moignard, Jacques Monory, Tania Mouraud, Valérie Mréjen, Zanele Muholi, Antoinette Ohannessian, ORLAN, Cécile Paris, Philippe Perrin, Grayson Perry, Françoise Pétrovitch, Abraham Poincheval, Laurent Prexl, Prinz Gholam, Hubert Renard, Santiago Reyes, Colin Roche, Damien Rouxel, Sandro, Jim Shaw, SMITH + URS Cell, Tsuneko Taniuchi, Philippe Thomas, Unglee, Hélèna Villovitch…..

“Lifelines – una mostra di leggende”
Mostra collettiva dal 30 marzo al 25 agosto 2019
Stazione di polizia: Frank Lamy, assistito da Julien Blanpied e Ninon Duhamel

MacVal – Musée d’art contemporain du Val-de-Marne
Piazza della Liberazione
94400 Vitry-sur-Seine

Patrice Huchet

Appassionato fin da bambino di tutte le forme di espressione artistica, ha iniziato la sua carriera nel mondo del turismo dove ha praticato la fotografia di viaggio. In seguito è entrato in unR...

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