Alain Fleischer: “L’immagine che ritorna”

Cinecittà 6 © Alain Fleischer

Happy days with Rops, 1986 © Alain Fleischer

L’apparition du monstre, ventilateur, 2016 © Alain Fleischer

Happy days with Velasquez, 1986 © Alain Fleischer

Autant en emporte le vent, 1979 © Alain Fleischer

Trulli
Cinecittà 6 © Alain Fleischer
Trulli
Happy days with Rops, 1986 © Alain Fleischer
Trulli
L’apparition du monstre, ventilateur, 2016 © Alain Fleischer
Trulli
Happy days with Velasquez, 1986 © Alain Fleischer
Trulli
Autant en emporte le vent, 1979 © Alain Fleischer

#NICE Attraverso il suo coinvolgimento nella realtà e l’interpretazione che ne dà, l’immagine è una forma di immaginazione attraverso la quale si costruiscono le nostre coscienze e il mondo. Alain Fleischer è il poeta. Esplora tutte le sue potenzialità a partire da una riflessione sulla sua materialità e sul suo rapporto con il sensibile. Questo gioco permette quindi tutte le fantasie purché l’immagine venga catturata il più vicino possibile alla sua fonte chimica, nel bagno della pellicola dove appare la figura o nel negativo che precede la proiezione. Fotografia, video o cinema, tutti questi dispositivi funzionano per intrappolare l’immagine, per farla parlare diversamente attraverso il rimbalzo dell’ironia o della poesia. Tutto viene fatto per evidenziare il suo carattere illusionista, non attraverso un approccio intellettuale o teorico, ma attraverso il piacere della sperimentazione e per gli effetti di meraviglia che suscita

Anche Alain Fleischer l Musée de la Photographie declina nelle sale della serie di opere molto diverse che illustrano questa “immagine di ritorno”. Torna alle componenti originali dell’immagine che, per effetto specchio, offrono un altro sguardo alla sua costruzione e allettanti. Un’intera gamma di dispositivi intelligenti confondono lo spettatore. Le pale di un ventilatore mettono in movimento l’immagine o, da un mostruoso algoritmo, cactus o divani si trasformano in creazioni ibride e prendono il sopravvento sullo spazio. Altrove, l’artista riprende sensualmente i corpi femminili nudi della pittura classica per collocarli in un altro contesto e per un’altra lettura che, sempre, rintraccia le trappole dell’immagine e, scorrendo, ne rivela il negativo, un nuovo significato, una bellezza misteriosa

Alain Fleischer si appropria di tutti gli angoli della nostra immaginazione e delle nostre mitologie per reinventare la vita. Ama il rischio, l’avventura e per lui anche il fallimento può trasformarsi in un miracolo. Inasprisce una luce scura con frammenti di cielo chiaro o scuro, rifiuta di accettare sovrapposizioni piatte di immagini, ma non esita a proiettarle su un corpo in modo che abbraccino il vivente in una storia affascinante Fotografo, regista e scrittore allo stesso tempo l’artista libera i nostri sogni inventando nuovi meccanismi, non vietando nulla. Il poeta rimane colui che esplora terre sconosciute.

14-29 giugno -29 settembre

Alain Fleischer: “L’immagine che ritorna”

Museo della fotografia di Nizza

Michel Gathier

Con una formazione letteraria, Michel Gathier ha sviluppato la passione per l’arte in tenera età, soprattutto durante i lunghi soggiorni all’estero. Ha contribuito alla rivista “...

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