Un disegno….. una linea! Ritratto di Jennifer Caroline Campbell

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#Drawing “La mia pratica dinamica si basa su un approccio ludico e inventivo ai materiali”. L’arte audace di Jennifer Caroline Campbell, artista inglese che vive e lavora a Londra, si trasforma in un paesaggio contemporaneo ispirato da elementi materiali. A metà strada tra lavoro isolato e design di oggetti, l’artista rivela pratiche divertenti e colorate. Si concentra sull’identità temporanea, dipingendo dando una superficie appariscente alla materia quotidiana che usa come tela. Jennifer ha presentato il suo lavoro “Bivouac” a Versailles nel 2011.

Marlène Pegliasco: Puoi raccontarci il tuo percorso professionale?
Jennifer Caroline Campbell: Ho sempre fatto e disegnato. La pittura è caduta dalla mia vita all’età di 12 anni ed è tornata all’età di 24 anni, prima come strato superficiale per le mie sculture, un liquido colorato da spargere sugli oggetti e poi, durante i miei studi di pittura alla Slade School of Art, la pittura si è sviluppata. Attualmente, pittura, disegno e scultura si intrecciano nella mia pratica, disegnando spesso fornendo un punto di partenza, poi la linea dipinta riappare in uno stato trasformato, nelle opere finali. Più di recente, ho anche scritto narrativa. A volte la finzione cresce e sviluppa un tema che esploro attraverso la mia creazione e la mia pittura. Ad esempio, in una recente mostra collettiva intitolata “Beauty Salon” (all’Alison Richards Building, Cambridge University), ho pubblicato un racconto in un’area, accanto a un gruppo di opere scultoree e pittoriche installate.

Marlène Pegliasco: Che posto occupano i disegni nella tua creazione?
Jennifer Caroline Campbell: La natura immediata e usa e getta del disegno mi permette di cogliere piccole cose che a prima vista potrebbero non sembrare importanti. Un foglio bianco può portare a un numero infinito di risultati inaspettati e questo fenomeno, che mi dimostra più volte, è stimolante. Porto con me un piccolo taccuino ovunque per fare disegni, così ogni disegno, sia esso osservativo o inventivo o entrambi, riflette il momento della sua creazione: il mio stato d’animo e il mio ambiente. L’identità è una cosa molto fluida per me e sento che sto diventando costantemente un sé diverso in ogni momento. In questo modo, un disegno diventa un
punto di riferimento in questo sé che cambia. Ma, naturalmente, il disegno si trasforma sul proprio percorso, spesso irriconoscibile.

Marlène Pegliasco: Perché questa predilezione per il figurativo?
Jennifer Caroline Campbell: Il mio lavoro si concentra sull’esperienza umana, in particolare sulla sensazione di essere un’entità individuale e di essere legata ad una carne disintegrabile. Sono consapevole di essere separato dal mondo esterno: paesaggio, tempo, tempo, altro. Ma sono anche impigliato e formato da queste strutture esterne. Uso il mio lavoro per ri-immaginare le aspettative di identità e il mio uso della figura incarna questa esplorazione.

Ritratto di disegnatrice:

Se tu fossi un disegno? Non rimarrei in un solo disegno, ma mi muoverei costantemente tra molti disegni e altri oggetti, trasformandomi continuamente.

Il mezzo più insolito da creare? Anche se dipingo su materiali strani, non è per la loro stranezza che li scelgo, è lì che li adatto a quello che faccio. Uso polistirolo, cartone vecchio e altri rifiuti e spesso li incontro per caso. I materiali che scelgo simboleggiano una sorta di materiale di scarsa qualità, il corpo formato a caso su cui ci costruiamo

I disegni sono come….. pensieri sconsiderati che si diffondono con l’avidità.

 

Marlène Pegliasco

Laureata in Storia dell’Arte e residente a Tolone, ho creato il blog Art In Var (www.artinvar.fr) per condividere con i miei lettori le ricche notizie artistiche di questo bellissimo dipartim...

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