Un disegno….. una linea! Incontro con Gilles Pourtier

Gilles Pourtier After Filippino Lippi 1, 110×110 cm, cordex sur papier contre-collé sur didond

Gilles Pourtier, Wunderblock 1 Wunderblock est une série de 8 dessins sur papier Canson noir réalisés au crayons de couleurs, bombes de peintures et feutre Posca. 42 x 29,7 cm

Gilles Pourtier, Wunderblock 6 Wunderblock est une série de 8 dessins sur papier Canson noir réalisés au crayons de couleurs, bombes de peintures et feutre Posca. 42 x 29,7 cm

Gilles Pourtier, Carlo Dessin réalisé au feutre rouge, vert et bleu sur papier Canson 160 grm contre-collé sur dibond puis encadré. Format 60 x40 cm. Issu d'une série de 3

Gilles Pourtier, Wunderblock 5 Wunderblock est une série de 8 dessins sur papier Canson noir réalisés au crayons de couleurs, bombes de peintures et feutre Posca. 42 x 29,7 cm

Gilles Pourtier, Kelly Dessin réalisé au feutre rouge, vert et bleu sur papier Canson 160 grm contre-collé sur dibond puis encadré. Format 60 x40 cm. Issu d'une série de 3

Trulli
Gilles Pourtier After Filippino Lippi 1, 110×110 cm, cordex sur papier contre-collé sur didond
Trulli
Gilles Pourtier, Wunderblock 1 Wunderblock est une série de 8 dessins sur papier Canson noir réalisés au crayons de couleurs, bombes de peintures et feutre Posca. 42 x 29,7 cm
Trulli
Gilles Pourtier, Wunderblock 6 Wunderblock est une série de 8 dessins sur papier Canson noir réalisés au crayons de couleurs, bombes de peintures et feutre Posca. 42 x 29,7 cm
Trulli
Gilles Pourtier, Carlo Dessin réalisé au feutre rouge, vert et bleu sur papier Canson 160 grm contre-collé sur dibond puis encadré. Format 60 x40 cm. Issu d'une série de 3
Trulli
Gilles Pourtier, Wunderblock 5 Wunderblock est une série de 8 dessins sur papier Canson noir réalisés au crayons de couleurs, bombes de peintures et feutre Posca. 42 x 29,7 cm
Trulli
Gilles Pourtier, Kelly Dessin réalisé au feutre rouge, vert et bleu sur papier Canson 160 grm contre-collé sur dibond puis encadré. Format 60 x40 cm. Issu d'une série de 3

#DRAGGENDO Dal 30 agosto al 1° settembre 2019 si è tenuta a Marsiglia la sesta edizione della mostra internazionale di disegno contemporaneo Paréidolie. Questa fiera, che si è distinta per l’esigente selezione e l’apertura ad approcci moderni ed emergenti al disegno, ha presentato il lavoro di Gilles Pourtier, artista ospite. Nato nel 1980 e attualmente residente a Marsiglia, Gilles Pourtier ha attraversato diverse formazioni artistiche prima di dedicarsi alla fotografia. Egli concepisce il suo lavoro come un’apertura sui campi visivi, creando così nuove immagini, dando vita a nuovi oggetti. Per Paréidolie gioca con i legami paradossali tra fotografia e disegno, in opere grafiche minimaliste e astratte. Riunione!

Marlène Pegliasco: Puoi raccontarci il tuo percorso professionale?
Gilles Pourtier: Sono nato nel 1980 alla Drôme, e dopo aver studiato Letteratura Moderna, mi sono spostato verso un CAP nel restauro/creazione di vetrate su base alternata nell’arco di due anni. Il centro di formazione si trovava in un piccolo villaggio vicino a Nancy. Fu in questa occasione che mi resi conto delle possibilità creative del materiale vetroso. Avevamo corsi di storia dell’arte e di rappresentazione. In seguito ho seguito la formazione del CERFAV (European Centre for Research and Training in Glass Arts) che mi porterà a lavorare per quattro anni a Londra presso il Surrey Institute of Art and Design University College. Nel 2006, sono entrato nell’École Nationale Supérieure de la Photographie d’Arles (ENSP) da cui mi sono laureato nel 2009, anno in cui ho partecipato alla mostra “Une attention particulière” durante i Rencontres Internationales de la Photographie. Durante i miei tre anni di studio ad Arles, ho sviluppato un lavoro personale che combina fotografia, scultura e disegno. Da parte mia, questo viaggio è molto importante per due motivi. In primo luogo, ho iniziato i miei studi artistici superiori abbastanza tardi, ma mi ha dato una visione più chiara e libera di ciò che volevo fare. In secondo luogo, la diversità della mia formazione mi ha offerto una certa curiosità.

Marlène Pegliasco: Che posto ha il disegno nella tua creazione?
Gilles Pourtier: Il disegno è una pratica quotidiana e molto puntuale. Sembra contraddittorio, ma in realtà, disegno permanentemente su diversi taccuini. Considero il disegno sia come fine a se stesso che come un modo per conservare idee per altre realizzazioni: sculture, fotografie, video o altro. Cerco di rimanere libero di affrontare questa pratica per fare passi laterali e mantenere la spontaneità del disegno che trovo salvifico. Il disegno era ancora presente durante la mia formazione all’ENSP di Arles, ma ho creato le mie prime creazioni grafiche complete durante una residenza al 3 bis F di Aix-en-Provence nel 2010-2011. E’ stato questo particolare contesto che mi ha portato a dedicarmi alla pratica del disegno in studio. Ho attinto dalla fotografia e quindi il legame non era davvero spezzato. Dopo questa residenza, ho iniziato a mostrare i miei disegni con le mie fotografie e la mia pratica si è sviluppata. Ora, il disegno è una pratica parallela che ho incrociato con la fotografia.

Marlène Pegliasco: Raccontaci della proposta fatta in Paréidolie?
Gilles Pourtier: La mia proposta di Pareidolia si intitola: “La natura della matita”. Questo titolo è un gioco di rovesciamento linguistico basato sul primo lavoro fotografico della storia realizzato da William Henry Fox Talbot tra il giugno 1844 e l’aprile 1846: “La matita della natura”. Mi sono formato come fotografo e spesso uso la fotografia come punto di partenza per creare. Perciò, quando sono stato contattato da Martine Robin, direttrice di Paréidolie, ho pensato subito a questo titolo. Infatti, cosa c’è di più interessante e rilevante che mettere in discussione la natura della matita durante una mostra di disegno? Da questa premessa, ho sviluppato diversi pezzi che mettono in discussione il nostro rapporto con l’immagine con un’ampia accettazione. La fotografia ha rivoluzionato l’economia dell’immagine e della rappresentazione introducendo industrialmente le nozioni di riproducibilità e il suo corollario: la diffusione. Il mio lavoro si basa su riflessioni sulla costruzione e anche sui due movimenti contrapposti: distruzione e decostruzione. Per esempio, come, per secoli, i pittori hanno lavorato per creare profondità in uno spazio piatto: la prospettiva e come, con la fotografia, si basa il movimento opposto: da uno spazio profondo, lo rende piatto. La fotografia nasce dallo strumento dei pittori: la camera obscura. Da questo, faccio disegni su carta su linea muratore basati su trame prospettiche di alcuni dipinti.

Marlene Pegliasco. Quali sono le vostre ispirazioni?
Gilles Pourtier: Sol LeWitt, Beverly Buchananan, Ellsworth Kelly, Christopher Wool, Pontormo, William Faulkner, Robert Frank e i disegni delle mie due figlie.

Ritratto di disegnatore:

Se tu fossi un disegno? Uno degli “Uomini in città” di Robert Longo

La tua tecnica preferita? Dato che non ho un vero e proprio corso di disegno, non è facile per me risponderti. Imparo facendo pratica.

Il mezzo più insolito da creare? Probabilmente la più semplice: la carta.

“Disegnare e’ come disegnare”: Camminare.

Marlène Pegliasco

Laureata in Storia dell’Arte e residente a Tolone, ho creato il blog Art In Var (www.artinvar.fr) per condividere con i miei lettori le ricche notizie artistiche di questo bellissimo dipartim...

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