Cindy Sherman, retrospettiva rilevante alla National Portrait Gallery

Untitled#96

Cindy Book

©Cindy Sherman

Untitled Film Still #21

Untitled#92

Untitled #574

Untitled #404

Trulli
Untitled#96
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Cindy Book
Trulli
©Cindy Sherman
Trulli
Untitled Film Still #21
Trulli
Untitled#92
Trulli
Untitled #574
Trulli
Untitled #404

#LONDRA Ricordate, nel 2011, Christie’s House ha venduto la fotografia più costosa del mondo per 3,5 milioni di euro: Untitled #96 creato da Cindy Sherman per la rivista Artforum nel 1981, un record detenuto fino ad allora da un uomo, Andrea Gursky.

Celebrata dal mondo della moda, Cindy Sherman ha lavorato nel corso della sua carriera con i più grandi marchi: Balenciaga, Comme des Garçons, Vuitton e Marc Jacobs e riceverà quasi tutti i premi che potranno essere assegnati ai fotografi.

Tuttavia, negli anni ’80, il suo lavoro era ben lungi dall’essere così popolare, e spesso è stato addirittura estromesso dalla redazione che temeva che i lettori lo avrebbero frainteso. Sì, ambiguità e incertezza sono al centro dell’approccio di Cindy Sherman e i suoi autoritratti sono confusi: le espressioni sul volto sono suggestive ma spesso indecifrabili e le scene suonano sempre un po’ false.

La National Portrait Gallery offre una rilettura del suo lavoro alla luce di queste prime produzioni perché è lì che tutto ha inizio. In queste stampe che iniziarono a realizzare a metà degli anni ’70, quando lei era ancora studentessa. Fu lì che nacque un nuovo genere che avrebbe sfidato il ritratto.

Punto di partenza per un’esplorazione dell’identità che si estende su quattro decenni, la mostra inizia con il “Cindy book”, un album di immagini che lei stessa realizza da adolescente, ogni vignetta ritagliata è accompagnata da una menzione scritta a mano “it’s me!”it’s me!”. L’approccio è già unico, totalmente individuale e ha già la gamba “Sherman” immediatamente riconoscibile.

L’insieme di questa magistrale retrospettiva solleva ovviamente interrogativi sulla veridicità delle immagini. E nelle nostre società dominate dai media, ossessionate dall’immagine, dove i social media e le false notizie sono elementi visibili, tali questioni non sono mai state più rilevanti.

 

 

Lili Tisseyre

Giornalista poi direttore di produzione, Lili Tisseyre ha diretto la creazione e la gestione editoriale dei primi contenuti web per i Real Tv show del gruppo Endemol nei primi anni 2000. Laureata i...

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