# “Art Brut Japonais II” a Halle Saint Pierre

Yuki TSUKIUCHI, Rebellion de l’analogue, 2006, Stylo sur papier, 19 x 27 cm, Collection de l’artiste

Yoshihiro WATANABE, Chien, 2003-2017, Feuille 3,6 x 1,4 x 4,6 cm, Collection de l’artiste

Yasuhiro KOBAYASHI, Sans titre, 2000, Encre, crayon de couleur, stylo, adhésif, correcteur sur papier 30 x 42 cm, Collection de l’artiste

Takayuki AYAMA, Léopard, guépard et bébé léopard, 2016, Bois de Zelkova, stylo graveur électrique, crayon de couleur, 44 X 6 X 8,5 cm, Collection de l’artiste

Shogo HARAZUKA, Villes connectées, 2006-2017, Crayon, dépliant sur papier, 26 x 36,5 cm Collection de l’artiste

Ryusuke ARUSE, Sans titre, ca.2012 Crayon sur papier, 35,8 x 25,7 cm Collection de l’artiste

OMIGAKUEN, Œuvre collective pour le 40ème anniversaire, 1986, Argile, émail sur contre-plaquén 180 x 180 cm, OMIGAKUEN

Naoya MATSUMOTO, Shachihoko, 2014, Argile, 32 x 38 x 48 cm, OMIGAKUEN

Marie SUZUKI, Bara Bara So Waka, 2014, Paravent, stylo, 172 x 357 x 1,5 cm, Collection de l’artiste

Katsutoshi SAITO, Sans titre (carnet de croquis), 36 x 51 x 1 cm, Collection de la famille de l’artiste

Trulli
Yuki TSUKIUCHI, Rebellion de l’analogue, 2006, Stylo sur papier, 19 x 27 cm, Collection de l’artiste
Trulli
Yoshihiro WATANABE, Chien, 2003-2017, Feuille 3,6 x 1,4 x 4,6 cm, Collection de l’artiste
Trulli
Yasuhiro KOBAYASHI, Sans titre, 2000, Encre, crayon de couleur, stylo, adhésif, correcteur sur papier 30 x 42 cm, Collection de l’artiste
Trulli
Takayuki AYAMA, Léopard, guépard et bébé léopard, 2016, Bois de Zelkova, stylo graveur électrique, crayon de couleur, 44 X 6 X 8,5 cm, Collection de l’artiste
Trulli
Shogo HARAZUKA, Villes connectées, 2006-2017, Crayon, dépliant sur papier, 26 x 36,5 cm Collection de l’artiste
Trulli
Ryusuke ARUSE, Sans titre, ca.2012 Crayon sur papier, 35,8 x 25,7 cm Collection de l’artiste
Trulli
OMIGAKUEN, Œuvre collective pour le 40ème anniversaire, 1986, Argile, émail sur contre-plaquén 180 x 180 cm, OMIGAKUEN
Trulli
Naoya MATSUMOTO, Shachihoko, 2014, Argile, 32 x 38 x 48 cm, OMIGAKUEN
Trulli
Marie SUZUKI, Bara Bara So Waka, 2014, Paravent, stylo, 172 x 357 x 1,5 cm, Collection de l’artiste
Trulli
Katsutoshi SAITO, Sans titre (carnet de croquis), 36 x 51 x 1 cm, Collection de la famille de l’artiste

#PARIS Otto anni dopo una prima mostra sull’Art Brut giapponese, Halle Saint Pierre è tornata e presenta fino al 10 marzo 2019 una seconda serie con 36 artisti tanto misteriosi quanto potenti.

Al di là dell’evento, l’arte cruda mette sempre in discussione la nostra percezione artistica e il suo rapporto con l’intuitivo, con l’inconscio e talvolta con la follia. L’interesse di questa mostra risiede in particolare nella dimensione geografica ed esotica delle opere presentate e nell’influenza della cultura giapponese su questo movimento.

La mostra è divisa in due parti, una al piano terra e l’altra al primo piano. Nella prima, il nero è richiesto, solo le opere sono illuminate, la visione panottica offerta dalla scenografia ti permette di scegliere la tua ala e progredire come un “prigioniero” nel cuore dell’arte grezza giapponese. L’origami fatto con le foglie delle piante di Yoshihihihiro Watanabe e la scultura in argilla “Shachihoko” di Naoya Matsumoto trafiggono questo nero intenso e profondo, e le imponenti culture di Keisuke Atsumi sono notevoli.

Poi arriva un respiro, il momento di accedere al pavimento. La mostra riprende in un contrasto impressionante. La sala al primo piano, sotto il tetto della sala, è molto luminosa e rivela, come lo spirito e/o l’arte, il passaggio dall’ombra alla luce: l’allestimento complessivo è un successo.

In questo ambiente colorato, bello e commovente, come non cadere sotto l’incantesimo degli elettrodomestici di cartone e carta di Tomoaki Sakai, o come non rimanere pietrificati davanti ai due sontuosi schermi di Marie Suzuki.

Anche il suo fondatore, Jean Dubuffet, non si sbaglierebbe: l’arte che comprende sia i pazzi che gli emarginati è forte come un tuffo nell’enigmatico, nell’ignoto. C’è qualcosa di magico in questa mostra.

 

“Art Brut Japonais II”

Dall’8 settembre 2018 al 10 marzo 2019

Halle Saint Pierre

2 rue Ronsard, Parigi

Dominique Vautrin

Dominique Vautrin è un fotografo francese. Influenzato dalla fotografia di strada americana, sviluppa durante i suoi vari progetti, un lavoro oscuro che ritrae una società in fase di anonimizzazi...

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