“MICHAEL JACKSON: ON THE WALL” al Grand Palais

Johannes Kahrs, Untitled (Jesus aged 43) 2015 Huile sur toile, avec l'aimable autorisation de l'artiste et Zeno X Gallery, Anvers ©Johannes Kahrs

David LaChapelle, An Illuminating Path, 1998, tirage couleur, avec aimable autorisation de l'artiste © David LaChapelle

Détail de Mark Ryden, The King of Pop (#135) Acrylique sur panneau, sculpture sur bois, collection particulière

Appau Junior Boakye-Yiadom, ballons en latex, rubans et mocassins, dimensions variables PYT, 2009 ©Appau Junior Boakye-Yiadom

Trulli
Johannes Kahrs, Untitled (Jesus aged 43) 2015 Huile sur toile, avec l'aimable autorisation de l'artiste et Zeno X Gallery, Anvers ©Johannes Kahrs
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David LaChapelle, An Illuminating Path, 1998, tirage couleur, avec aimable autorisation de l'artiste © David LaChapelle
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Détail de Mark Ryden, The King of Pop (#135) Acrylique sur panneau, sculpture sur bois, collection particulière
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Appau Junior Boakye-Yiadom, ballons en latex, rubans et mocassins, dimensions variables PYT, 2009 ©Appau Junior Boakye-Yiadom
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#PARIS Fino al 14 febbraio 2019, il Grand Palais presenta una mostra dedicata al Re del Pop, Michael Jackson

Non c’è bisogno di cercare i suoi mocassini, il suo guanto bianco o la sua mitica giacca rossa. La mostra, qui, è più interessata all’iconografia prodotta da artisti contemporanei che si sono appropriati della personalità e dell’immagine del “Re del Pop”

Michael Jackson è stato ed è tuttora una delle figure culturali di spicco nel campo della musica, della danza, dei videoclip e della moda.

Da Warhol a LaChapelle e Keith Haring per gli artisti più famosi, ci spostiamo nel cuore delle opere, nel cuore di questo “impatto”, questo effetto che la personalità di MJ ha avuto sull’arte contemporanea

Lo spazio è progettato in 8 parti distinte: dettagliano i diversi talenti o palcoscenici che hanno segnato la vita e che evocano la personalità di Michael (una ballerina leggendaria, l’avvento del re del pop, cittadino del mondo…. fino a Hors du temps)

Le opere, siano esse foto, dipinti o video, ci integrano in un universo “da galleria”. A volte sono taglienti, ma non mancano di umorismo (come nel caso della commedia di Candice Breitz, un’installazione video, composta da sedici schermi che riunisce un gruppo di fan che ricreano l’album del thriller o il video Moonwalk di Jérôme Bel)

La scenografia è molto condensata e la luce, un po’ troppo chiara, viene aspirata da un tappeto scuro.

La costruzione cronologica della mostra sublima letteralmente la rappresentazione del sacro che la figura di Michael Jackson evoca.

La difficoltà di questa mostra, e senza dubbio la sua trappola, è il connubio di un concetto museale che mira a raggiungere due pubblici distinti con aspettative molto diverse. Il primo è più informato e consapevole dell’arte contemporanea del secondo

Il grande pubblico, certamente curioso del percorso di rappresentazione della stella e dei suoi effetti culturali e sociali, viene a cercare un’ancora, che suggella i suoi ricordi personali e lo lega inevitabilmente a quello conosciuto come “Bambi”.

 

MICHAEL JACKSON: SUL MURO
Galleria Sud-Est
3, avenue du Général Eisenhower75008
Parigi23
novembre 2018 – 14 febbraio 2019

Server vocale: 00 33 (0)1 44 13 13 13 17 17 17 17 17

Dominique Vautrin

Dominique Vautrin è un fotografo francese. Influenzato dalla fotografia di strada americana, sviluppa durante i suoi vari progetti, un lavoro oscuro che ritrae una società in fase di anonimizzazi...

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