Marcellino Desboutin, Ritratto di disegnatore
11.06.19
Marlène Pegliasco

#DRAGGENDO uno di quegli artisti che hanno partecipato al rinnovamento della stampa durante l’ultimo terzo della stampa XIX secolo. Ha anche frequentato molte personalità ed è stato strettamente coinvolto nel movimento impressionista. Per ora, Marcellino Desboutin è ancora oggi poco conosciuta dal grande pubblico

È per riparare questo errore che l’oggetto museo di Anne-de-Beaujeau a Moulins nella regione di Allier sta organizzando una vasta retrospettiva su questo pittore, incisore e disegnatore di talento. Nato nelAllier nel 1823, Marcellino Desboutin mostra disposizioni per le arti visive e la letteratura. Frequenta il workshop di Thomas Couture poi ha scritto molti testi di canzoni e per il teatro

Appassionato dell’arte italiana di XV secololui e sua moglie si sono trasferiti in una villa fiorentina in 1854e per quasi vent’anni ha ricevuto molte personalità dedicandosi al disegno, alla pittura, all’incisione o alla scrittura di poesie e opere teatrali. La sua produzione comprende oggi più di 2000 dipinti e la biblioteca IHA contiene 172 stampe e molte lettere. Tornato a Parigi, partecipa alla vita culturale e artistica di quel periodo e frequenta grandi personalità quali Emile Zola, Paul Verlaine, Auguste Renoir, Edouard Manet….e Edgar Degas che lo prenderà come modello per la sua pittura assenzio.

Di lui conosciamo alcuni disegni eseguiti a matita, tra cui questo delicato autoritratto con tubo. Le forme sono delimitate da linee sottili e la forma è resa da linee leggere la cui miniera tocca a malapena la carta. Ma eccelleva soprattutto nell’incisione e nella tecnica della puntasecca. Il critico d’arte Albert de la Fizelière ha detto di lui « Desboutin suona questo strumento così pericoloso e così asciutto, in mani inesperte, con grazia e delicatezza affascinante. Maneggiato con l’arte, il punto secco produce effetti di vigore e finezza di esecuzione che l’incisione difficilmente darebbe. E’ lo strumento per immagini grezze e ispirazioni improvvise. Il sig. Desboutin lo gestisce con notevole precisione. I vari solchi lasciati dalla punta permettono di sfumare i neri, dal più profondo al più sottile, come in questo lavoro “Riposo del bambino” dove le variazioni di luce e buio scaglionano la composizione

Disegnare direttamente su rame nudo, substrato poco malleabile, richiede sicurezza tecnica ed è con tutta la sua maestria che Marcellino Desboutin gioca abilmente sulla resa vellutata dei volti, sulla morbidezza dei toni della pelle e sulle profondità spaziali Clément-Janinscrittore e specialista dell’incisione, descrive l’artista borbonese come “realistico”, che lavorava solo secondo un modello e sapeva rendere ogni particolarità

Incisore premiato al Salone degli artisti viventi nel 1880eccelleva nella cosiddetta incisione di riproduzione. Fino alla fine degli anni 1880Questa incisione, che consiste nel riprodurre i dipinti dei vecchi maestri, è stata veramente promossa dalle istituzioni Marcellino Desboutin ha fatto un’intera serie sui dipinti del pittore Jean-François Fragonard memorizzata in Grassoche è stato in grado di scoprire durante la sua installazione a Nizza (città dove è morto in 1902). Il “Fragonard de Grasse” risultato di una partecipazione finanziaria per produrre copie da vendere, ma soprattutto per dimostrare come Desboutin ha tradotto l’arte rupestre in incisione. Gli effetti vaporosi, la delicatezza rurale e l’estrema precisione testimoniano l’acutezza visiva di Desboutin per cogliere la piena naturalezza di un soggetto.

Artista del suo tempo e incisore affermato, Marcellino Desboutin meritava questa bella retrospettiva che gli è stata dedicata fino a che 15 settembre la sua terra natale.