Ode alla libertà, libertà, tesoro della libertà
07.08.19
Michel Gathier

#NICE Confinarsi in un approccio illustrativo nonostante la varietà di approcci e forme che può assumere rimane il rischio di qualsiasi mostra tematica. Molto spesso le immagini e i generi sono giustapposti o sovrapposti in relativa coesione senza una vera analisi del tema trattato e delle forme che esso implica. Il successo di questa mostra è quindi dovuto al fatto che non si basa sulla celebrazione come potrebbe suggerire il titolo “Libertà, libertà amata”

Nel preambolo Simone Dibo-Cohen, Commissario e Presidente dell’Unione mediterranea per l’arte moderna, cita Paul Valéry:

“La libertà è una di quelle parole detestabili che hanno più valore del significato, che cantano più di quanto dicono, che chiedono più di quanto non rispondono. »

Il suo aspetto indefinibile e indeterminato apre quindi a tutte le possibilità possibili in misura tale che le stesse parole potrebbero corrispondere a una definizione di arte.Una ventina di artisti viventi presentano le loro proposte intorno a questo orizzonte poetico, a questa “canzone”, a questo interrogativo su cui si baserebbe il concetto di libertà. E se è ancora in corso, cieco alle forme future che produrrà, qui è associato al campo della creazione. L’artista è quindi soprattutto creatore di Libertà.

I lavori qui presentati cercano tutti di esprimere un aspetto specifico del concetto e non si può che rammaricarsi del fatto che il soggetto sia talvolta confuso da altri temi come la causa animale. Questo porta ad una pericolosa confusione tra libertà e morale….. Le opere rimangono forti e questa è la cosa più importante Liu Bolin si immerge nella realtà fino a confondersi con gli elementi in cui è fotografato. Essere liberi e poi fondere, diventare invisibili? Che ne dici di proteggerti dal mondo o di agire di conseguenza? Gérard Rancinan aggiorna l’iconografia della libertà reinterpretando la pittura di Delacroix attraverso la fotografia. L’iraniano Shadi RezaeiAttraverso il disegno e il video, si interessa alla libertà del corpo in relazione alle tradizioni culturali e religiose Benjamin Sabatier s’attache particulièrement à la sculpture et à l’expérimentation qu’elle permet tandis que bien d’ autres artistes évoquent la sexualité, la répression et les drames de l’histoire. Forse è proprio nell’idea stessa di pittura e figurazione che François Bard pensa a questo concetto di libertà. La figura anonima, centrata fino al punto di soffocamento, “rappresenta” una forma di assenza, la cicatrice di una mancanza. Ci sono anche Franta, Louis James, Philippe Perrin, Gérard Taride, Myrian Klein, Bennacer… La mostra si svolge in un ex carcere: la prova che l’arte può superare l’oppressione.

Fino al 15 ottobre

“Liberté, liberté chérie”, Mostra collettiva

Galleria della linfa, Nizza