Un disegno….una linea! Incontro con Virginie Sanna

Virginie Sanna Fracture

Virginie Sanna 9NCJM (Détail)

Virginie Sanna 45°

Virginie Sanna Fracture 5

Virginie Sanna 0° 45° 90° 135°

Trulli
Virginie Sanna Fracture
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Virginie Sanna 9NCJM (Détail)
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Virginie Sanna 45°
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Virginie Sanna Fracture 5
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Virginie Sanna 0° 45° 90° 135°

Chance fa le cose per bene, ma l’artista Virginie Sanna perfezionare le leggi della serendipita’ con il suo gesto sottile. Questo Toulon nativa, nata ad Ajaccio in 1990, ha creato un universo raffinato dove solo il colore, la forma e l’applicazione di un protocollo di materia molto preciso. Appassionata di fotografia, ha finalmente seguito il percorso della creazione pittorica a l’École Supérieure d’Art et de Design de Toulon (ESADTPM) da cui si è laureata in 2016. Successivamente, il pubblico scopre le sue tele geometriche colorate dai tre colori primari e la cui distribuzione è affidata ad un’intelligenza artificiale, un generatore di numeri casuali. La sua pratica del disegno arriva più tardi, in 2017 durante la sua prima mostra personale Tolone alla Galerie de l’École. Una pratica che ha rivelato al pubblico durante la sua partecipazione all’ultima edizione di Arte-O-Rama à Marsiglia e che lei mostrera’ alla 7a edizione di VRRRRRRRRRRRRRil festival del disegno contemporaneo di Tolone, che si tiene da 23-25 novembre 2018.

Marlene Pegliasco: Il disegno è una pratica che si rivela come una filigrana delle tue altre pratiche artistiche.

Virginie Sanna: E’ vero. Stavo già disegnando al momento della mostra “NCJM” al La Galleria della Scuola in 2017. I disegni presentati erano la traduzione grafica di nove tele, variazione su un monocromo di quattro tonalità di nero dove le miscele con ciano, giallo e magenta erano sottoposte a regole molto precise. Ho disegnato la lettera della miscela in un quadrato. Ecco la mia prima esperienza

M.P. . : Qualche altro progetto durante gli studi?

V.S. . : Ho sempre disegnato perché sono un fan dei fumetti. Disegnavo per piacere, ma non c’era niente di serio. Poi, in preparazione, mi sono confrontato con la pratica del disegno, il disegno osservazionale, il disegno a carboncino, le diverse tecniche….. Durante i miei anni di studio a Belle Arti, ho fatto solo schizzi per preparare i miei progetti, ma il disegno non era un mezzo in sé come la pittura o la fotografia. Su questo argomento, ho fatto un biennio di formazione post-baccalaureato e ho lavorato come assistente in una rivista di fotografia ad Ajaccio prima di partecipare a un corso preparatorio e al corso di laurea specialistic aESADTPM.

M.P. D’ora in poi, il disegno segue i vostri progetti

V.S. . : Dal quadrato delle mie tele, ho sperimentato il cubo che ho rotto. Lavoro su cubi di gesso che frammento con martello e scalpello. Poi fotografo queste fratture casuali che uso come supporto per fare disegni. Infine, disegno il contorno di ogni cubo frammentato e vengo con un pennarello sottile, seguo l’inclinazione su ogni lato. E’ molto concreto: una foglia, una forma, che satura di linee al righello, alla fine della fine. Il nero è il disegno in cui il feltro viene passato due volte, dove le linee sono su ogni lato per evidenziare la frattura. Ho fatto un’altra serie di disegni con un protocollo leggermente più libero.

M.P. . : Il disegno sarà soggetto ad un protocollo come le tue precedenti creazioni?

V.S. . : Tendo a stampare nel disegno la stessa essenza dell’approccio concettuale e analitico della mia pittura. La regolarità e il protocollo sono le firme del mio lavoro. Nella serie di frammenti, saturare lo spazio con queste caratteristiche in una data forma. Non c’è alcun intervento soggettivo dell’artista in questo processo rigoroso, nessun effetto perché è il gesto che conta per me. Nella serie di angoli che esporrò alla serie di angoli che esporrò a Galleria G a La Garde in marzo 2019Disegnai le linee meccanicamente ad un angolo definito all’inizio, da 0 a 90 gradi fino a quando lo spazio era saturo. Per il festival di disegno contemporaneo VRRRRRRRRRRRRRRR. Presenterò nuove fratture e disegni d’angolo, possibilmente con nuove dimensioni o nuove esperienze. C’è un’ossessione geometrica ogni volta. L’opera, nel suo aspetto astratto e ordinato, ha un quadro significativo e un significato esplicito nella rappresentazione più neutrale che posso dare delle cose. Vedremo come si evolveranno le cose, ma oggi il mio disegno segue una sola regola, quella della chiarezza. Una forma, un materiale, un disegno.

Ritratto di disegnatrice:

Se fossi un disegno: a Disegno del muro dall’artista americano Sol LeWitt
Tecnica preferita: acquerello, matita fine e rotring.
Il supporto più insolito: il pavimento
“Disegnare è come…..”: dipingere senza pennello

 

Marlène Pegliasco

Laureata in Storia dell’Arte e residente a Tolone, ho creato il blog Art In Var (www.artinvar.fr) per condividere con i miei lettori le ricche notizie artistiche di questo bellissimo dipartim...

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